Sicurezza
Invalido al cento per cento ma l’esame è fra 19 mesi
Malato cronico, con una frattura vertebrale e inabile al lavoro sarà costretto a sottoporsi alla densitometria ossea a pagamento: «Non siamo tutelati»
PISTOIA. Invalido al cento per cento, con una frattura vertebrale accertata dopo essere andato al pronto soccorso di Pistoia, al Centro prenotazioni dell’Asl gli fissano la Moc (densitometria ossea) per il 27 ottobre 2018: primo posto disponibile.
Diaciannove mesi di attesa per quell’esame diagnostico che, il 15 marzo scorso, gli avevano detto di fare proprio i medici del pronto soccorso del San Jacopo. «Scelga» hanno risposto dal Cup di viale Adua, «può farla alle 9, alle 10 o alle 11». Insomma, ad Angelo Muccelli, affetto da miastenia gravis, una malattia neuromuscolare, l’azienda sanitaria ha dato un’attesa di un anno e sette mesi (la richiesta è datata 23 marzo) ma con la possibilità di scegliere l'orario.
Oltre al danno, dunque, la beffa. «Non esiste urgenza per la Moc ma - dice Muccelli, residente a Pistoia - mai avrei pensato di dover aspettare fino all'ottobre del prossimo anno. È una presa in giro. Gli invalidi invece di essere tutelati non vengono minimamente considerati. Siamo invisibili».
Muccelli, a questo punto, farà a pagamento l'esame per valutare la densità minerale delle ossa e diagnosticare l'osteoporosi. «Un invalido, con 280 euro al mese d'invalidità, inabile al lavoro come nel mio caso, se vuole un esame devo pagarselo, a meno che non voglia aspettare più di un anno e mezzo, che nel mio stato è un tempo inaccettabile».
Un tempo inaccettabile per tutti. Due settimane fa, l'uomo è andato al pronto soccorso del San Jacopo dopo quindici giorni di dolori. Il referto parla chiaro: frattura di una vertebra. E anche la prescrizione: venti giorni di riposo a letto e busto ortopedico da portare sempre. Muccelli, infatti, non può stare in piedi né a sedere senza sostegno.
«Al pronto soccorso - spiega - mi è stata consigliata la Moc per via della mia malattia. La farò a pagamento, a Prato, ma tutto questo - ripete - è inaccettabile».
Non è la prima volta che lui, operato al polmone nel 2011, si trova costretto a fare i conti con i tempi biblici dell'azienda sanitaria pubblica. Nell'agosto 2016 ha prenotato una visita pneumologia: primo posto disponibile per il prossimo maggio. Adesso dovrà anche ricordarsi di disdire le prenotazioni, altrimenti, tra qualche anno, gli arriverà il conto da pagare firmato dall’Asl per quegli esami non fatti. Certamente non a causa sua.
Beatrice Faragli
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