Gioco
Primo giorno in tribunale con i metal detector accesi
Rispettata la scadenza del 1º aprile annunciata venti giorni fa dal Ministero. Il presidente Amato: finalmente possiamo garantire la sicurezza negli uffici
PISTOIA. Quelli di Pistoia erano tra i pochissimi uffici giudiziari italiani considerati a sicurezza zero. Ora non è più così. Come anticipato dal Tirreno l’11 marzo scorso, da sabato 1° aprile, per mettere piede sia nell’antico Palazzo pretorio di piazza del Duomo che nella sede dell’ex convento di via 27 Aprile si dovrà passare attraverso il metaldetector, sotto gli occhi di vigilanti armati.
A garantire la sicurezza di coloro che nei palazzi giudiziari pistoiesi lavorano e dei cittadini che li frequentano sono le guardie giurate della società Sicuritalia spa di Como (che ha la sua sede pistoiese in via Macallè), che si è aggiudicata l’appalto per il servizio di vigilanza armata, indispensabile per l’attivazione delle due apparecchiature. Il costo per il servizio è di poco più di 97.000 euro più iva. Il contratto con l'azienda prevede la presenza di 4 vigilanti armati (due nella sede di piazza Duomo e due in quella di San Mercuriale) dalle 7,30 alle 13,30, dal lunedì al venerdì. Nel pomeriggio, dal lunedì al venerdì, e il sabato mattina è prevista la presenza di un solo vigilante per ciascuna sede.
Le due apparecchiature, acquistate grazie alla Fondazione Cassa di risparmio (56.000 euro il costo), erano rimaste inutilizzate dallo scorso luglio, a causa del ritardo con cui da Roma è arrivato il via libera per procedere con la gara d'appalto del servizio di vigilanza.
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«Finalmente abbiamo la possibilità di garantire la sicurezza all’interno dei nostri uffici giudiziari – comenta soddisfatto il presidente del Tribunale di Pistoia, Fabrizio Amato – Certo, c’è voluto tanto tempo, ma purtroppo la burocrazia ha i tempi che ha. Era una situazione intollerabile, una priorità. Un risultato per il quale dobbiamo ringraziare tutti. La Fondazione Cassa di risparmio per il suo contributo, e grazie alla Procura generale della Corte d’appello di Firenze e al procuratore e al dirigente della procura di Pistoia, che hanno gestito materialmente la procedura. E anche il Tirreno per la sua opera di sensibilizzazione. Un punto guadagnato per tutta Pistoia».
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