Sicurezza
Bertinelli lancia la grande Pistoia: «Da Serravalle alla montagna»
«Un solo Comune per avere le stesse norme, risparmiare sui servizi ed ottenere gli incentivi» Il sindaco sfida gli altri candidati: se siamo d’accordo, parliamone in campagna elettorale
PISTOIA «Chi si ferma è perduto ed è destinato ad essere marginalizzato dall’attuale evoluzione degli assetti istituzionali. Sempre di più ognuno non può bastare a sé stesso. Questo invece è un progetto di futuro all’altezza della storia dei territori da cui proveniamo». Finisce con toni particolarmente alti l’intervento del sindaco Samuele Bertinelli nell’ultimo consiglio comunale, martedì 28 marzo, dove si è discussa (e approvata) la mozione per avviare il percorso di fusione tra i Comuni di Pistoia e di Sambuca.
Un argomento che ha offerto al primo cittadino il destro di presentare per la prima volta in consiglio comunale (l’argomento era già stato affrontato in riunioni riservate tra sindaci) un progetto di lungo periodo che gli sta a cuore: lavorare per la creazione di un Comune unico di tutta l’area pistoiese, da Serravalle ad Agliana e da Pracchia a Quarrata, unificando quindi tutta la Piana e la Montagna. Come dire, l’intera provincia di Pistoia lasciando fuori soltanto la Valdinievole.
Nel suo intervento, Bertinelli ha provato a spiegare perché una scelta del genere sarebbe di pubblica utilità. «Se leggiamo i dati sul pendolarismo e la rete viaria – ha sottolineato – andrebbero immaginate dimensioni di Pistoia ben più ampie di quelle attuali». Il 67-70% dei movimenti quotidiani per andare a scuola o al lavoro, infatti, rientrerebbero in questi maxi-confini, che a quel punto segnerebbero il territorio occupato da una comunità che studia e/o produce. Una comunità di 171.000 abitanti, di fatto il terzo comune capoluogo per popolazione della Toscana, dopo Firenze (382.000 abitanti) e Prato (191.000) e prima di Livorno (159.000). Pistoia diventerebbe un polo urbano tra le aree metropolitane di Firenze e Bologna, in una posizione particolarmente strategica.
In questa grande area ci sarebbero le stesse imposte da pagare (notizia che certo interesserebbe le aziende, oggi alle prese con una vera giungla tariffaria e normativa), le stesse regole per il welfare, le stesse norme urbanistiche. Quindi il maxi-Comune «porterebbe di per sé ad una grande semplificazione regolamentare» per usare le parole di Bertinelli.
Non solo: il maxi-Comune potrebbe giovarsi di economie di scala rilevanti, perché spesso un ufficio più grande lavora meglio di due uffici più piccoli. E questo significherebbe ovviamente spese minori di funzionamento. «Per fusioni già avvenute – ha sottolineato il sindaco – l’evidenza dice che già nel primo anno dopo la fusione si ottengono risparmi medi nei costi delle strutture pari al 3,7%. Che per il bilancio di un Comune non sono affatto poca cosa».
Bertinelli ha anche sottolineato la rilevante entità di agevolazioni e incentivi a disposizione degli enti locali che si accorpano. Ci sono ad esempio la possibilità di assumere il 100% del personale che va in pensione (e non il solo 50%, come avviene oggi); lo Stato garantisce poi finanziamenti aggiuntivi e così (sia pure in misura minore) fa anche la Regione Toscana. Somme che è difficile quantificare in astratto, ma che si possono facilmente indicare come «decine di milioni in dieci anni».
«Se nella campagna elettorale – ha sottolineato il sindaco – tutti i candidati convenissero su questa prospettiva di medio termine di un Comune di Pistoia di duecentomila abitanti, con un territorio tre volte quello attuale, confinante con città metropolitane di Firenze da un lato e Bologna dall’altro, con potenzialità di ottenere incentivi per decine di milioni di euro in dieci anni, se questa prospettiva fosse condivisa, allora potremmo farla maturare progressivamente nella discussione con i nostri cittadini».
Nel dibattito gli ha risposto subito uno dei candidati sindaci già scesi in lizza, Alessandro Sabella (lista civica Amo Pistoia), che si è detto d’accordo sulla necessità di imboccare un percorso condiviso e iniziare a parlare dell’ipotetico maxi Comune di Pistoia.
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