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Pistoia

Hitachi, via libera a 64 assunzioni

Hitachi, via libera a 64 assunzioni

Stabilizzati due terzi dei lavoratori della Palumbo. La Fim: per gli altri 30 un accordo a breve

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PISTOIA. Mentre da lunedì entra in vigore il piano di armonizzazione voluto da Hitachi Rail (e bocciato dai lavoratori pistoiesi) sempre lunedì 64 dipendenti della Palumbo, azienda dell’indotto che si occupa del magazzino e della movimentazione dei carichi, saranno assunti a tempo indeterminato da Hitachi e assorbiti nello stabilimento di via Ciliegiole. Altri 30, che come i colleghi avevano il contratto in scadenza con Palumbo il 31 marzo, non saranno invece al momento stabilizzati.

«Sessantaquattro maestranze con esperienza assorbite nello stabilimento di via Ciliegiole, in controtendenza rispetto ad un mondo industriale che decentra molte lavorazioni mi sembra una notizia notevole, con questi chiari di luna». La soddisfazione di Enrico Baldi, consigliere comunale Pd e tecnico di Hitachi Rail, trova sui social commenti positivi e ma anche pareri critici.

Juri Citera, segretario provinciale della Fim Cisl è cautamente ottimista: «Insieme alla Fiom Cgil, in settimana incontreremo la dirigenza per firmare un accordo sul futuro utilizzo di questi lavoratori». Per quelli lasciati a piedi ci sarà una corsia preferenziale nei momenti di picco dell’attività. «In base agli skill professionali (alle mansioni) maturate alla Palumbo, Hitachi ha garantito che guarderà a loro per le future necessità».

I 64 lavoratori della Palumbo sono stati stabilizzati con un contratto a tempo indeterminato (quello dei metalmeccanici), senza job act, come tutti i dipendenti del gruppo Hitachi Rail Italia. Al pari di Baldi, Citera valuta positivamente l’accoglimento, da parte del colosso giapponese, di internalizzare determinate competenze dell’indotto. «Per aumentare la competitività e acquisire ulteriore know how c’è bisogno di avere dentro la fabbrica le figure che conoscono il lavoro».

Fim organizzerà in settimana un’assemblea coi 30 dipendenti a cui è scaduto il contratto (contratto firmato da Palumbo con AnsaldoBreda e che Hitachi non era costretto a rispettare, fa notare Baldi), ma l’attenzione è ora rivolta ai 34 interinali già presenti in Hitachi e il cui contratto scade a fine aprile. «Per questo - spiega Citera - abbiamo chiesto un’incontro con i vertici aziendali entro fine mese». Gli interinali stanno per arrivare a conclusione di un periodo lavorativo di 36 mesi. Si prospettano tempi lunghi per la stabilizzazione?, chiediamo. «Non dovrebbero essere lunghi - risponde Citera - Dovremmo arrivare in un tempo ragionevolmente breve alle cento stabilizzazioni promesse da Hitachi». Nello stabilimento si sta portando a termine la commessa Etr 100, e prosegue il Caravaggio. «La cosa positiva è che l’azienda sta partecipando a tutte le gare sul mercato».

Lavoro non mancherà sicuramente da settembre, quando partirà la commessa per i treni inglese, la West of England. Nel frattempo, per circa 170 lavoratori dell’indotto, inizierà un periodo di cassa integrazione ordinaria. In cui, per la prima volta, alcuni dei periodi morti saranno colmati con corsi di formazione all’interno dell’azienda. Corsi d’inglese, la lingua in cui sono chiamati a comunicare i colleghi italiani e quelli nipponici negli “scambi” di esperienze professionali tra Italia e Giappone.

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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