Gioco
Otto nuove idee per la Pistoia del futuro
Piante esotiche nei vivai, concimi dalle alghe e tecniche edilizie innovative: i ricercatori premiati dalla Fondazione Caripit
PISTOIA. Otto progetti per immaginare come potrebbe essere la Pistoia del 2030, o comunque dei prossimi anni. Potrebbe essere una città con tanti edifici ristrutturati ed ecocompatibili, a basso consumo energetico; con serre dotate di pannelli fotovoltaici innovativi, che magari coltivano una pianta ricchissima di vitamine e che oggi non esiste in Italia. Insomma, un altro mondo tutto da scoprire.
Un’occhiata a quella Pistoia del futuro l’hanno potuta dare coloro che hanno partecipato alla premiazione degli otto progetti vincitori del bando emesso dalla Fondazione Caripit"Pistoia Giovani & Ricerca scientifica". I premiati erano giovani ricercatori al di sotto dei 40 anni. Cinque i settori interessati: ambiente, agro-alimentare, scienze della vita, tecnologie dell'informazione e trasporti per un finanziamento complessivo di 300 mila euro. Obiettivo? Realizzare progetti con ricadute positive sul territorio della provincia di Pistoia.
La valutazione ha tenuto conto del valore scientifico del progetto e, appunto, della sue prevedibili ricadute in termini di fatturato e di posti di lavoro. Ecco i titoli degli otto progetti: "Posidonia oceanica e sedimenti per la produzione di substrati per la vivaistica e orticoltura"; "Controllo ottico-non distruttivo della fertilizzazione nel florovivaismo"; "Pitaya, una produzione agroalimentare alternativa per le aziende del territorio pistoiese"; "Nuovi coloranti organici per pannelli fotovoltaici innovativi finalizzati alla costruzione di serre a risparmio energetico"; "Studio di fattibilità di una filiera di trasformazione e conversione energetica della biomassa forestale basata sull'impiego del cippatino"; "Analisi trascrittomica e nuovi biomarcatori per una terapia efficace per pazienti pistoiesi affetti da carcinoma del colon-retto metastatico"; "Meccanismi di resistenza all'agente ipometilante Azacitina in pazienti affetti da sindrome mielodisplastica"; "Building RI:SE-Riqualificazione integrata di edifici esistenti: strutturale e energetica".
I primi due progetti elencati, ad esempio, riguardano entrambi il mondo del florovivaismo. «La posidonia oceanica è una pianta che si trova comunemente sulle nostre spiagge - spiega Eleonora Peruzzi di Empoli, 37 anni, assegnista di ricerca del Cnr di Pisa - l'idea del progetto è quella di compostare questo residuo vegetale con sedimenti trattati e fito-rimediati (cioè una sorta di bonifica) per utilizzarli come substrato. In parole povere: creare un terriccio che diventi fondo per la coltivazione in vaso».
Altro progetto appetibile per le aziende pistoiesi è quello che riguarda la pitaya, una pianta da frutto originaria del Centro America. "L'obiettivo è creare una piante in vaso con frutto - racconta Alice Trivellini, 35 anni, assegnista di ricerca della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa- un nuovo prodotto agro-alimentare che sia anche ornamentale, perché la pianta è di bell’aspetto. Perché questo? Per tenere testa alla forte competitività che impone nuovi prodotti appetibili sul mercato; poi in risposta al nostro clima sempre più caldo. Infine, la Pitaya è una valida alternativa anche dal punto di vista nutrizionale: contiene vitamina c, calcio, ferro, fortifica il sistema immunitario e facilita la digestione».
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