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«Quegli affreschi sono a rischio» L’Sos lanciato da due studenti

«Quegli affreschi sono a rischio» L’Sos lanciato da due studenti

PISTOIA. Gli affreschi perdono colore e ad accorgersene sono due studenti universitari di storia dell'arte. Mario Cobuzzi e la sua ragazza vivono a Pistoia da soli tre mesi. Lui di Foggia, lei...

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PISTOIA. Gli affreschi perdono colore e ad accorgersene sono due studenti universitari di storia dell'arte. Mario Cobuzzi e la sua ragazza vivono a Pistoia da soli tre mesi. Lui di Foggia, lei calabrese, studiano a Firenze e vivono nella città Capitale italiana della cultura.

Sono proprio i loro studi di arte, oltre ad una notevole dose di passione, a portarli alla scoperta della chiesa di San Francesco, nell'omonima piazza. All'interno dell'edificio, curiosando tra dipinti e sculture, il loro sguardo cade sulla cappella Bracciolini, al lato dell'edificio. Lì, forse per l'eccessiva umidità, alcuni affreschi stanno perdendo il loro colore. O meglio, il colore si sta sollevando e staccando.

«Qualche giorno fa io e la mia ragazza abbiamo visitato la chiesa di San Francesco - racconta Mario - uno splendido gioiello, peccato però che gli affreschi della cappella Bracciolini si stiano “sollevando”. Questo in genere avviene quando c'è molta umidità. Anche la polverina bianca che si deposita sugli affreschi è un segno dell'umidità».

Così i ragazzi avvertono subito il parroco, padre Maurizio Vismara. Il quale li informa come chiesa e convento non siano proprietà della Diocesi, ma del Comune. «Ho subito postato le foto degli affreschi sul mio blog e ho segnalato il problema al Comune via twitter - continua Mario - più volte ho cercato di parlare con l'assessore alla cultura Elena Becheri, ma senza ottenere risultati concreti».

Così Cobuzzi ha scritto direttamente alla Soprintendenza. «La chiesa è molto buia, dunque non è facile vedere le problematiche che presentano questi affreschi. Però ho inviato le foto anche ad un professore dell'Università di Firenze e mi ha confermato ciò che temevo: si tratta di perdita di colore dovuta all'umidità».

E anche l'amministrazione comunale, in assenza di propri tecnici qualificati sulla conservazione delle opere d’arte, fa sapere di aver già preso contatti con la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio di Firenze per capire come intervenire.

Alessandra Tuci

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