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Rifiuti, Pistoia attacca «Patti chiari in Alia o impugniamo gli atti»
Il sindaco Bertinelli: una fusione governata dalle aziende Ci sono Comuni che si sono fatti dettare la linea da loro
PISTOIA. L’operazione di fusione delle aziende dei rifiuti dell’area Firenze-Prato-Pistoia è stata realizzata con la guida delle aziende, non della politica. Più precisamente, «ci sono Comuni che si sono fatti dettare la linea dalle aziende. Pistoia non è tra questi». La pensa così il sindaco Samuele Bertinelli, che non ha usato molte perifrasi quando in consiglio comunale il 27 febbraio, si è parlato della maxi-fusione che l’altro ieri ha portato alla nascita di Alia, la grande spa che a Pistoia ed Empoli prenderà il posto di Publiambiente e Cis, assorbendo anche la pratese Asm e la fiorentina Quadrifoglio.
Nei mesi scorsi il Comune di Pistoia ha combattuto una battaglia tanto dura quanto isolata. Argomento del contendere, il peso specifico delle singole aziende che si sono fuse in Alia. I patti parasociali approvati alla fine, infatti, riducono molto il peso di Publiambiente, rispetto a quello che la spa di Pistoia ed Empoli aveva nell’associazione temporanea di imprese (Ati) che ha partecipato alla gara per l’aggiudicazione del servizio rifiuti nel nuovo maxiambito della Toscana centrale (gara ancora sotto esame dal Tar).
La differenza di “peso” dipende, secondo il Comune di Pistoia, dai criteri usati per valutare le singole aziende, valutazione che tra l’altro non è stata fatta da un ente terzo.Una valutazione penalizzante per Pistoia ed Empoli, la cui azienda passa dal 28,9% dell’intera compagine a un misero 11,8%. Anche se la possibilità di avere un proprio presidente (a turno) Pistoia la conserva, insieme ad altre norme che impediscono lo strapotere dei soci più grandi. La giunta guidata da Bertinelli ha chiesto agli altri Comuni partner di andare avanti con la fusione, impegnandosi però per scritto a riequilibrare le valutazioni patrimoniali. A parole nessuno ha eccepito (a parte una dura lettera arrivata il 20 febbraio a Pistoia dal direttore generale di Quadrifoglio Livio Giannotti), ma all’atto pratico – anche per oggettivi problemi di tempi – i Comuni hanno votato sì alla fusione senza impegnarsi per scritto come voleva Pistoia. Risultato? All’assemblea di Publiservizi del 24 febbraio (Pistoia è comproprietaria di Publiambiente attraverso la spa holding partecipata insieme ad Empoli) la rappresentante di Pistoia, la vicesindaca Daniela Belliti, si è astenuta sul voto per la fusione. E tre giorni dopo, davanti al consiglio comunale che chiedeva conto di un atteggiamento considerato troppo arrendevole, il sindaco Bertinelli ha rivendicato con forza la lineaa di Pistoia che ha cercato di far valere le ragioni della politica contro le scelte dettate dalle aziende. E ha aggiunto che «se a giugno gli impegni assunti a riequilibrare la pesatura dei valori patrimoniali non venissero mantenuti, pensiamo di impugnare gli atti».
Insomma, lo scontro – pare dire Bertinelli – non è affatto finito e Pistoia, pure in minoranza, cercherà di portare dalla sua parte altre amministrazioni, in nome del principio per cui «deve essere la voce dei cittadini a pesare, non quella delle aziende».
Intanto lunedì all’incontro di tutti i Comuni, a Firenze, Bertinelli era l’unico primo cittadino assente: colpa – almeno ufficialmente – di impegni legati a Pistoia capitale della cultura.
Fabio Calamati
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