Il dolore
La delusione del delegato provinciale Coni
Magni: «Lontani dal progetto di interventi prioritari consegnato alcuni mesi fa a Palazzo di Giano»
PISTOIA. «Sono veramente deluso. Siamo lontani dal progetto di interventi prioritari consegnato dal Coni e dalle società sportive al Comune alcuni mesi fa».
Nonostante questo, continua Gabriele Magni, delegato provinciale del Coni «lasciamo aperta una porta. Se il Comune vuole un confronto serio e sincero con noi, ci siamo. Spero si voglia trovare una risposta all’attuale situazione dell’impiantistica sportiva pistoiese». La seduta del consiglio comunale è da poco terminata. Magni non era solo ad ascoltare il consiglio. Insieme a lui, a Palazzo di Giano, Gek Galanda (dirigente del Pistoia Basket) e altri rappresentanti di società sportive. Lunedì sera, nella sede del Coni, si era svolto un incontro proprio per fare il punto della situazione nell’imminenza del consiglio, e alla luce del fatto che i tempi “pattuiti” con l’amministrazione sono già slittati. «Nell’incontro del 28 ottobre - ricorda Magni - il sindaco promise interventi sugli impianti sportivi per 1,5 milioni di euro nel 2017. Ci invitò a redigere un piano di nostre priorità. L’abbiamo portato in Comune il 19 dicembre. La riunione finale, concordata per il 3 marzo, è nel frattempo slittata».
Bertinelli ha promesso la convocazione di un nuovo incontro dopo l’approvazione del bilancio, attesa per giovedì. Ma gli umori sono neri. «Per due motivi - spiega Magni - Il milione e mezzo di euro non è realmente disponibile, ma frutto di ipotetiche alienazioni e proventi di oneri di urbanizzazione. In più - aggiunge - il piano dei tecnici comunali non converge con le nostre priorità. Avevamo indicato al primo posto la piscina Fedi, al secondo il pallone di pattinaggio e al terzo una nuova struttura sportiva o la messa a norma - per quanto possibile - dello stadio. Nelle priorità del Comune ci sono tre campi periferici di calcio e calcetto». Agli sportivi in consiglio si sono drizzati i capelli nell’ascoltare le proposte degli uffici.
Tiziana Gori
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