Attenzione
È partita la maxifusione per i rifiuti: ora c’è Alia
Addio a Publiambiente, Asm e Cis, che si uniscono con la fiorentina Quadrifoglio
FIRENZE. Camion col nuovo logo parcheggiato in piazza SS. Annunziata e sala, all’interno dell’Istituto degli Innocenti, stracolma di amministratori e dipendenti per il battesimo della nuova società di igiene ambientale della Toscana centrale , Alia spa, nata dall'aggregazione delle aziende Quadrifoglio di Firenze, Asm di Prato, Publiambiente di Empoli e Pistoia e Cis di Montale.
La prossima bolletta, dunque, non arriverà dai vecchi gestori di zona ma con i colori verdi e gialli del nuovo soggetto unico. Una realtà con dimensioni enormi che dovrà unificare 1.800 dipendenti e un bacino da un milione e mezzo di abitanti per assicurare agli utenti migliori standard di servizio. Ma non solo. «Un’operazione bella che porta ottimizzazione dei costi e possibilità di investimenti - ha detto Paolo Regini, ormai ex presidente di Publiambiente e che venerdì verrà nominato presidente di Alia - ma non facile perché dovranno essere assemblate quattro realtà che hanno storie aziendali diverse».
Non solo: ci sarà anche da armonizzare le diverse anime, all’interno del grande contenitore aziendale. Perché, da una parte attraverso il titolo obbligazionario emesso da Quadrifoglio il 9 marzo scorso e pari a 50 milioni, Alia è divenuta un soggetto industriale aperto al mercato. E con l’operazione, come ha spiegato da Giorgio Moretti (ex presidente di Quadrifoglio), è stata ottimizzata la struttura finanziaria della società sostenendo gli investimenti sui servizi». Ma , dall’altra parte come ha sottolineato la vicesindaca di Pistoia Daniela Belliti (Samuele Bertinelli ieri era l’unico sindaco assente), «stiamo presentando un’azienda pubblica» ribadendo la natura ultima del nuovo soggetto che non ha al suo interno presenza di privati.
L’azienda ha vinto una gara per aggiudicarsi il servizio. « In questo senso - ha spiegato Alfredo De Girolamo, presidente Cispel Toscana - è la prima in Italia, e indica la strada al resto del paese». Da qui l’ambizione a candidarsi a un ruolo ancora più vasto e a guardare ai prossimo bandi di affidamento.
Il respiro nazionale è stato confermato dalla presenza del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti. «Il progetto di aggregazione è molto importante - ha detto alla presentazione - perché aziende che si mettono insieme diventano più produttive, e quindi possono cogliere meglio gli obiettivi che l'Unione europea ci ha dato e che per noi sono ambiziosi e sono quelli di arrivare al 65-70% di raccolta differenziata entro il 2030».
E ha aggiunto: «Il problema che abbiamo è quello della eccessiva frammentazione del mercato per cui sarebbe utile avere in tutta Itali esperienza come questa . La missione di questa nuova società è quella di migliorare i servizi ambientali ma anche inserirsi in una rivoluzione ambientale in modo che i rifiuti siano meno rifiuti e sempre più risorse. Per questo è necessario fare grandi investimenti. Come quello dell’Eni a Marghera e a Gela dove saranno prodotti biocarburanti con olii esausti. Quelli raccolti da noi, però, al momento , non sono sufficienti per il fabbisogno degli impianti».
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