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Caselli, polemica infinita

Caselli, polemica infinita

H109 critica il sindaco: stava per svenderlo, non ne parli

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QUARRATA. «È sorprendente che oggi il sindaco Mazzanti si sia svegliato dal torpore e, soprattutto, si sia accorto e ricordato che esiste a Quarrata un ex ospedale chiamato Caselli; proprio ora, in odore di campagna elettorale, propone il suo progetto su quel Caselli che non molto tempo fa aveva relegato a pura speculazione edilizia».

Parte da uno dei temi forti del dibattito in vista delle elezioni, quello del Caselli appunto, l'affondo dell'associazione H109 (che presenterà una propria lista alle amministrative) nei confronti del sindaco di Quarrata in carica, Marco Mazzanti, candidato del Partito democratico per un secondo mandato alla guida della città. Mazzanti che ha inserito nel programma per i prossimi 5 anni la realizzazione di una cittadella per la terza età nell'ex ospedale.

A parlare è Marco Monaco, membro di H109, tra i promotori della petizione "Salviamo il Caselli" e della fiaccolata organizzata nel settembre del 2014 per scongiurare il cambio di destinazione d'uso e la conseguente possibilità di vendita ai privati dell'immobile dell'ex ospedale di proprietà dell'Asl. «Se solo poco tempo fa - ricorda Monaco - non si fosse alzato uno spontaneo muro umano fatto di 3.700 firme e una fiaccolata di 600 persone che impedirono, infine, che il consiglio comunale ratificasse lo scempio del signor Mazzanti, oggi il Caselli non esisterebbe più. Furono i quarratini tutti ad impedire di compiere tale disastro». Così Monaco si rivolge direttamente al sindaco di Quarrata: «Lei, signor Mazzanti, ha avuto a disposizione 15 anni, 5 come capogruppo di maggioranza, 5 come vicesindaco con delega ai lavori pubblici e 5 come sindaco, per mettere a frutto tutto questo ben di Dio. Ebbene, un solo atto lei ha compiuto: la delibera di svendita del Caselli. Adesso l'ex ospedale è avvolto nelle nebbie di procedure inestricabili. Sventato lo scempio da Lei perpetrato grazie alla rivolta popolare, rimangono solo macerie fisiche e burocratiche prodotte dalla Sua amministrazione. Sarà molto difficile venirne a capo. Quindi, per favore, non svenda improbabili progetti, che solo persone diverse e diversamente motivate potrebbero portare a termine. La nostra comunità ha i mezzi umani e materiali per occuparsi sia del Caselli che degli anziani. Però Lei, almeno, il Caselli non lo nomini più. Non lo permette la decenza e il rispetto per la verità». (t.a.)

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