Sicurezza
Maltrattamenti, la maestra patteggia
Condannata a un anno e 9 mesi con la condizionale. L’insegnante, di fatto, andrà in pensione senza tornare a scuola
PISTOIA. Un anno e nove mesi di reclusione col beneficio della sospensione condizionale della pena. Il giudice delle udienze preliminari, Alessandro Buzzegoli, ha accolto e ratificato l’accordo di patteggiamento fra il pubblico ministero Claudio Curreli (ieri rappresentato in aula dal collega Giuseppe Grieco) e gli avvocati della difesa, Cecilia Turco e Venusia Ducci, per la maestra che insegna in una scuola materna statale della provincia di Pistoia, arrestata il 10 giugno scorso con l’accusa di maltrattamenti verso minori e abuso dei mezzi di correzione, nei confronti di alcuni dei bambini.
Una condanna che, unita alla sospensione dall’insegnamento, inflittale subito dopo l’arresto, dalla scuola, e all’età delle donna (58 anni) di fatto sanciscono che non tornerà più a scuola perché entro pochi mesi andrà in pensione.
La donna, che vive a Prato, insegnava in un asilo di un comune della Provincia. L’indagine fu condotta dai carabinieri del Norm e fu avviata a dicembre del 2015 in seguito a segnalazioni giunte a più comandi dell’Arma, provenienti dalle famiglie di alcuni alunni di 5 e 6 anni di una delle sezioni dell’istituto scolastico, nella quale erano inseriti ventotto alunni.
Con l’installazione di microspie e telecamere i carabinieri dopo quasi cinque mesi di riservate indagini, arrivarono ad evidenziare come le condotte attuate dall’insegnante nei confronti dei piccoli alunni consistite in minacce, insulti di vario genere e vessazioni fisiche (strattonamenti, percosse e prolungati isolamenti) fossero ampiamente e penalmente punibili. A giugno dell’anno scorso scattò quindi l’arresto con giudice che decise per i domiciliari e la donna chiese di andare in casa della madre a Quarrata, per poterla accudire) A nove mesi dall’arresto la sentenza che dovrebbe chiudere definitivamente la vicenda. Il condizionale è d’obbligo perché nel processo si sono costituite parti civili due famiglie che, a questo punto, potrebbero decidere per procedere in sede civile per il risarcimento dei danni.
Dal patteggiamento è uscita invece la dirigente scolastica, accusata di omessa denuncia. Gli atti per la sua posizione sono stati ritrasmessi al pubblico ministero che dovrebbe procedere con una citazione diretta visto che le viene contestato un reato minore, non connesso a quello dalla maestra e per il quale non è prevista l’udienza preliminare.
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