La manifestazione
Autobus del Copit vecchi e inquinanti
Pistoia, da un incontro fra Legambiente e azienda emerge che l’età media dei 150 mezzi in dotazione è di quasi 12 anni
PISTOIA. Vecchi e inquinanti. A tal punto che anche i dieci autobus acquistati di seconda mano dall’azienda di trasporto pubblico di Trieste, pur con i loro 2-300.000 chilometri percorsi, sono considerati “nuovi ed ecologicamente avanzati” in confronto al vetusto e antiquato parco mezzi del Copit di Pistoia.
Una realtà, questa, emersa nel corso dell’incontro che si è svolto fra Legambiente Quarrata (il presidente Daniele Manetti e il socio Leonardo Capperi) e il direttore dell’azienda, Kevin Sichi, affiancato dal capo officina Andrea Vettori.
È stato lo stesso direttore della società di gestione del servizio di trasporto pubblico nella nostra provincia a far presente come l'età media del parco mezzi si aggiri intorno agli 11-12 anni, contro una media di 7 anni della provincia, appunto, di Trieste. «Quest'ultima – spiega Manetti – grazie ad una media in linea con quella europea, ha potuto vendere 10 autobus euro 5, definiti veicoli ecologicamente avanzati, con 2-300000 chilometri percorsi, alla società Copit. Visto il chilometraggio molto ridotto, ammette Sichi, tali autobus sono considerati pressoché nuovi per la società pistoiese e molto efficienti dal punto di vista ecologico, se confrontati con il parco veicoli attuali».
Il Copit infatti può attualmente disporre di 150 mezzi, così suddivisi dal punto di vista delle emissioni allo scarico: 3 euro 0; 6 euro 1; 25 euro 2; 58 euro 3; 50 euro 4; 45 euro 5; 14 euro 6. I 10 autobus Eev (veicoli ecologicamente avanzati) acquistati risultano pertanto in una classe ambientale più elevata della media.
All’origine della riunione tra Legambiente Quarrata e azienda c’era la volontà di informare la cittadinanza riguardo la sostenibilità del parco autobus del Copit. Prima di esporre le caratteristiche del parco mezzi, il direttore Sichi ha descritto ciò che c’è a monte di tale problematica che impedisce un concreto investimento per il rinnovo: la situazione amministrativa-gestionale dell’azienda, che fa parte della più grande Blubus.
Nel corso del 2014 infatti, la Regione Toscana ha bandito una gara per l'assegnazione del servizio di trasporto poubblico su gomma ad un'unica società, per un periodo di 11 anni, “tutto compreso”, dai dipendenti, ai veicoli stessi. E si sono candidate solamente due società: la Mobit, il consorzio formato dalle sette società regionali di servizio di trasporto pubblico, tra cui il Copit; e la Società autolinee toscane spa, piccola società di Borgo San Lorenzo controllata e facente parte del gruppo francese Ratp. Immediata la trasmissione da parte di Mobit della contestazione sulla legittimità della partecipazione alla gara di Autolinee toscane sulla base del decreto legislativo 422/1997: che in pratica prevede l’esclusione delle società controllanti, collegate o controllate, in Italia o all'estero, già destinatarie di affidamenti la cui durata ecceda il termine del 3 dicembre 2019. E la Ratp ha in effetti, in Francia, affidamenti diretti con scadenza al 31 dicembre 2024 per i servizi di trasporto a mezzo autobus, al 31 dicembre 2019 per i servizi di trasporto tranviari ed al 31 dicembre 2039 per gli altri servizi di trasporto a guida vincolata.
E Sichi ha evidenziato come questa situazione giudiziaria di stallo ostacola il Copit e le altre società toscane nel pensare e programmare un piano di crescita e ammodernamento del parco autobus.
Una situazione che, secondo Legambiente, ha portato, soprattutto in città, a un aumento dei veicoli privati e, oramai da qualche anno, a uno stallo del numero di viaggiatori che usufruisco del trasporto urbano, pari a circa 8 milioni all’anno.
«La disorganizzazione del traffico urbano – spiega Manetti – porta ad avere più veicoli privati che a loro volta aumentano i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici, obbligando ad aumentare le corse negli orari di punta. Tutto ciò si traduce in un numero molto elevato di veicoli che percorrono le strade cittadine, contribuendo ad innalzare le emissioni di gas inquinanti in atmosfera».
E' importante quindi per Legambiente Quarrata collaborare con il Copit nel trovare soluzioni per incrementare e implementare il trasporto pubblico sulla Piana pistoiese.
«Nella zona Pistoia-Prato-Firenze le centraline Arpat segnalano in molti periodi dell’anno alte concentrazioni di polveri sottili ( PM10) e Legambiente propone per ridurre la concentrazione di smog l'utilizzo di autobus a basso impatto e il potenziamento dell’offerta di trasporti pubblici, la realizzazione di corsie preferenziali dedicate agli autobus in modo da aumentarne la velocità e l'efficienza».
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