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Pistoia

dimissioni in blocco

Terremoto Chianti Banca lasciano il dg e 5 consiglieri

PISTOIA. Forti cambiamenti al vertice di Chianti Banca, nata dall'unione di cinque banche cooperative, passando dai sette sportelli dell'originaria Banca del Chianti Fiorentino ai 52 attuali. Dopo le...

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PISTOIA. Forti cambiamenti al vertice di Chianti Banca, nata dall'unione di cinque banche cooperative, passando dai sette sportelli dell'originaria Banca del Chianti Fiorentino ai 52 attuali. Dopo le dimissioni del direttore generale Andrea Bianchi, dal cda si sono dimessi cinque consiglieri. Per quanto riguarda l’addio si Bianchi, «le parti hanno deciso di comune accordo» di concludere il rapporto, si legge in una nota.

«E' arrivato il momento di cercare nuovi stimoli professionali e accettare nuove sfide», ha dichiarato Bianchi, dg della Bcc del Chianti Fiorentino da febbraio 1999, che in un ventennio ha visto crescere la raccolta da 201 milioni di euro a 3,1 miliardi dopo la fusione con Bcc Monteriggioni, fino alla recente incorporazione delle Bcc di Pistoia e Area Pratese.

Come detto, dopo di lui si sono dimessi dal cda cinque consiglieri. Si tratta di Claudio Corsi, Aldemaro Becattini, Mauro Fusi, Stefano Mecocci e Leonardo Viciani.

A far parte del cda è stata chiamata Elisabetta Montanaro, docente di Economia degli intermediari finanziari presso l'Università di Siena che è stata poi nominata vicepresidente della banca sempre nel corso della riunione del cda di ieri.

«A nome di tutta la Banca - ha detto il presidente di ChiantiBanca, Lorenzo Bini Smaghi - ringrazio il direttore generale Andrea Bianchi per il contributo che ha dato in tutti questi anni, dalla fusione tra Banca del Chianti Fiorentino e Bcc Monteriggioni fino all'incorporazione di Banca di Pistoia e di Banca dell'Area Pratese. Un percorso che ha consentito a ChiantiBanca di assumere una rilevanza di banca del territorio per l'intera Toscana».

Tutto il cda – si legge in una nota – si unisce al presidente nel ringraziare i consiglieri uscenti per il lavoro svolto in questi anni che ha consentito a ChiantiBanca di diventare banca di riferimento per l'intero territorio della Toscana».

Bocche cucite da parte dei dimissionari sui motivi della loro decisione di lasciare il loro incarico. Ma secondo quanto si apprende ci sarebbero contrasti sulle strategie da seguire.

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