Sicurezza
Sfondano la cassaforte, via soldi e orologi
I ladri addormentano il cane da guardia e dopo il colpo fuggono nei campi. Due giorni fa colpito anche un ristorante
QUARRATA. Rubano ricordi prima ancora di soldi e preziosi. Come i due orologi d'oro che Toni Tramonti, della frazione di Catena, custodiva nella sua cassaforte: presa a picconate dai ladri martedì scorso, all'ora di cena. Quegli orologi glieli aveva lasciati il padre, morto dieci anni fa. «Erano un simbolo». La madre ottantasettenne, che abita accanto, ha sentito dei rumori provenire dall'abitazione del figlio. «Ha rischiato di trovarsi faccia a faccia con i ladri. Non voglio neppure pensare a quello che sarebbe potuto accadere» dice l'uomo.
Due giorni prima, a pochi metri da via Molin Nuovo, dove Tramonti vive, c'è stato un altro colpo, stavolta al ristorante La Bussola da Gino, sulla Statale. Da qui hanno portato via quattro casse di vino, qualche prosciutto e l'incasso del pranzo. La banda ha approfittato dell'ora di assenza del titolare, Edoardo Ianda. È entrata in azione domenica pomeriggio, dalle cinque alle sei, forzando l'ingresso principale. Il danno è ancora da quantificare, per il momento il titolare parla di alcune migliaia di euro. Nel sacco hanno messo di tutto, dai contanti agli affettati, ma il loro non è stato certo un colpo da ladri sommelier, visto che le bottiglie di Sassicaia sono rimaste al proprio posto. Ianda é andato via a metà pomeriggio per fare delle consegne ad un catering distante due chilometri. «Questione di un'oretta, per questo non ho messo al sicuro l'incasso della giornata» spiega.
Anche in via Molin Nuovo, è bastata un'assenza di meno di due ore per violare l'intimità domestica e rubare preziosi ricordi. «Non metto l'allarme, tanto torno subito» ha pensato Tramonti prima di uscire, alle venti di martedì. «Quando ho aperto il cancello per rientrare con la macchina - racconta - non ho visto Zac. Ho subito pensato che fosse successo qualcosa». L'esemplare di pastore tedesco era nella cuccia: sedato. «Ho avuto paura che l'avessero avvelenato» spiega Tramonti. Dopo aver addormentato Zac e aver forzato la finestra della cucina, i ladri hanno passato al setaccio la casa. Alla fine, dietro ad uno dei tanti quadri tolti dalle pareti, hanno trovato ciò che cercavano: la cassaforte. Dentro c'erano dei contanti, la collezione di banconote in lire (comprese le cinquecentomila lire), braccialetti e, come detto, i due orologi d'oro (comprati mezzo secolo fa) del padre. «Hanno rotto lo sportello a picconate. Ci sentiamo violati e adesso resta la paura di trovarseli in casa. Mia madre non è venuta a controllare solo perché il giorno prima avevo fatto dei lavori in mansarda, così - va avanti - quando ieri (martedì, ndr) ha sentito quei rumori, ha pensato che fossi io. È stata una fortuna». Tramonti ha ritrovato uno degli orologi rubati (non quelli del padre) vicino alla rete di recinzione sul retro, tagliata dalla banda per fare irruzione. I ladri, probabilmente, sono scappati quando lui è rientrato, allertati da un complice. Hanno preso la via dei campi, protetti dal buio e dalla carenza di lampioni.
Beatrice Faragli
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