Gioco
Cutigliano-Abetone, Braccesi candidato unico
Al ristorante “Da Fagiolino” la presentazione dell’esponente Pd: «Programma concordato con Danti»
CUTIGLIANO. Debutta in pubblico l’aspirante sindaco del nuovo comune Abetone Cutigliano, l’ex sindaco di Cutigliano Tommaso Braccesi. Lo fa nel ristorante “Da Fagiolino” a Cutigliano, accompagnato dal collega ex sindaco di Abetone, Giampiero Danti. Due ex sindaci che, dopo un contrastato referendum popolare, si sono fusi per meglio rappresentare le istanze dell’alta Montagna Pistoiese.
Un ticket fra i due sindaci, un accordo, forse una scelta lungimirante? A giudicare da quanto detto da Braccesi e non contraddetto da Danti, di fronte ad un pubblico numeroso e attento, sembra che il programma presentato sia stato attentamente concordato, anche in vista di un successivo incontro fra i due.
Il Comune Abetone Cutigliano avrà sede a Cutigliano mentre ad Abetone sarà eletto un municipio, secondo quanto previsto dal nuovo statuto. Braccesi ha minuziosamente ripercorso quanto fatto dalla sua amministrazione, chiarendo che quando era stato eletto si partiva da un Comune in dissesto finanziario e quindi privo di risorse proprie. Ha elencato numerosissimi interventi fatti soprattutto a favore delle diverse frane presenti sul territorio, in materia di sistemazione idraulica e in materia di antisismicità. Dopo aver ringraziato Giampiero Danti per la disponibilità e la collaborazione dimostrata, Braccesi ha ricordato il significato dello slogan adottato: «In alto, in oltre, insieme», in alto, come dire che fra le peculiarità di Abetone e Cutigliano c’è l’alta quota con quanto ne consegue; in oltre, come oltre i confini, quindi non solo problemi locali, ma essere protagonisti nei nuovi assetti territoriali come l’area metropolitana, oppure guardare ai vicini, come la lucchesia, oppure ancora impostare una nuova visione in materia sanitaria; insieme, sì insieme perché le difficoltà si affrontano in particolare con coloro che hanno problemi simili ai nostri. Ma il tema chiaramente emergente è rimettere al centro, all’attenzione i problemi della Montagna, senza subire costantemente tagli e riduzioni di servizi e tentare un ripopolamento: «Non è la stessa cosa chiudere un servizio in pianura o in Montagna». Inoltre Braccesi ha voluto rispondere alla polemica che vede i Comuni vicini lamentarsi perché molti finanziamenti sono andati ai Comuni “alti” dove si pratica lo sci: «Il problema vero è che bisogna rivendicare maggiori finanziamenti per tutti e non dividere quelli che già ci sono». (s.r.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
