Tra Quarrata e l'Europa l'arte di Federico Gori
L’artista quarantenne è l’unico italiano selezionato in un gruppo di sei giovani che dall’inizio di febbraio ad aprile vivono e lavorano a Montpellier
QUARRATINO. Un artista quarratino sul palcoscenico creativo d'Europa. Unico italiano selezionato dal progetto The Spur, che ha messo a disposizione sei residenze nel continente ad altrettanti talenti, Federico Gori, quarant'anni appena compiuti, dall'inizio di febbraio è a Montpellier, in Francia, ospite della fondazione Bureau des Arts et des Territoires. Vive in un appartamento all'interno del museo di arte contemporanea La Panacée, dove si trova anche il suo studio privato. Resterà nella città francese fino ad aprile, per creare due opere figlie dell'esperienza a Montpellier. Opere che potranno essere esposte ovunque, visto che la proprietà rimane nelle mani dell'artista. E chissà se nell'anno della cultura, Pistoia Capitale non riporterà a casa le creazioni di uno dei suoi talenti, che già espone un'installazione a Palazzo Fabroni (collezione permanente) e che proprio nel museo pistoiese ha realizzato la sua mostra "Come afferrare il vento", nel 2015.
Cresciuto a Quarrata, dove ancora oggi ha il suo laboratorio, Gori vive a Pistoia, città che definisce come «il mio ombelico del mondo. Mi sento italiano, toscano, pistoiese, quarratino. Per trarre ispirazione - dice - bisogna uscire fuori, andarsene, ma sempre mantenendo le proprie radici, che sono state fondamentali in ogni mia opera. Qui - racconta Gori da Montpellier - sto lavorando a due progetti. Uno è sulle cortecce degli alberi. Ho la possibilità di lavorare all'interno de "Le Jardin de La Reine", praticamente il giardino privato del Re che, fatta eccezione per qualche visita, è rimasto inutilizzato per oltre mezzo secolo. La seconda opera - continua - la sto sviluppando in collaborazione con un giovane scienziato londinese, Robin Edwards, che ha realizzato uno studio sulla profondità degli oceani in relazione all'altezza delle montagne».
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Il progetto The Spur, che coinvolge altri cinque artisti da Francia, Austria, Inghilterra e Slovacchia, ospiti di altre fondazioni europee, si chiuderà con l'incontro dei talenti a Barcellona, il primo aprile. Intanto Gori continua a lavorare, a girare per Montpellier, a vedere le città vicine, come la Arles di Van Gogh, a cercare (e trovare) ispirazione da strade, ponti, passanti, giardini. In Francia insomma, fa la vita d'artista, quella che ha scelto fin da quando era un bambino. «Non sapevo fare altro se non disegnare - dice - così ho coltivato l'unica cosa che mi veniva bene. Ognuno dovrebbe seguire il proprio talento».
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