Il Tirreno

Pistoia

Sorpresi a scaricare sacchi di scarti tessili

Massimo Donati
La mappa degli scarichi abusivi di scarti industriali: in viola le aree del comune più colpite (foto Gori)
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La mappa degli scarichi abusivi di scarti industriali: in viola le aree del comune più colpite (foto Gori)

Un fenomeno in continua estensione il traffico di rifiuti da Prato. Due corrieri bloccati nella notte dalla Squadra volante

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PISTOIA. A seconda del contenuto, da uno a cinque euro a sacco. Tanto quanto basta per ripagare, in una sola nottata di lavoro, il costo del furgone mezzo scassato utilizzato per il trasporto. Dopodiché, tutto guadagno netto. Salvo imprevisti. Come l’essere pizzicati dalla polizia mentre ci si disfa illegalmente del carico di rifiuti. Scarti provenienti dalle aziende tessili pratesi nel caso dei due cittadini marocchini sorpresi dagli uomini della Squadra volante della questura nella tarda serata di giovedì 2 marzo. Mentre scaricavano in dei cassonetti di via Buraccia e Pacinotta, ai margini della zona industriale di Sant’Agostino, 9 grossi sacchi neri, da più di 40 chili di peso ognuno.

I due “corrieri”, entrambi quarantenni e residenti a Pistoia, sono stati denunciati a piede libero per il reato di conferimento e trasporto abusivi di rifiuti speciali non pericolosi. Tutti e due sono comunque volti noti alla polizia. Uno perché già altre quattro volte era stato colto in flagrante mentre scaricava scarti tessili nella zona. L’altro, oltre che per reati contro il patrimonio e legati allo spaccio, per essere stato arrestato proprio dagli uomini della questura lo scorso dicembre per tentato omicidio: in via Porta al Borgo aveva preso a martellate un connazionale.

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Come spiegato ieri in questura dal commissario capo Duccio Ciappelli, dirigente dell’Upg (e delle Volanti), e da Enrico Innocenti, responsabile pistoiese di Publiambiente (che agisce in stretta collaborazione con la questura su questo fronte), il fenomeno dell’abbandono di questo tipi di rifiuti nella nostra provincia è nato all’incirca un anno fa, quando nella vicina Prato è stata via via estesa sempre più la raccolta porta a porta, con l’eliminazione del cassonetti. Le aziende tessili che vogliono disfarsi al nero dei propri scarti (il costo per rifiuti speciali non pericolosi si aggira fra i 150 e i 250 euro a tonnellata) devono perciò liberarsene oltre confine. Affidando il compito a bande che si stanno specializzando porprio in questo.

Agiscono solitamente a coppie, utilizzando vecchi furgoni che sono poco più che rottami, acquistati per 3-400 euro e per questo sacrificabili nel caso vengano confiscati dalle forze dell’ordine. Inizialmente, le zone degli scarichi illegali erano quelle della Piana pistoiese, poi, con l’intensificazione dei controlli da parte della polizia di Stato e delle competenti polizie municipali, i corrieri del rifiuto hanno cominciato a spingersi in strade sempre più lontane e isolate: «Come via di Baggio» hanno spiegato ieri in questura.

Strade buie e con poco traffico comunque. La strategia più seguita è quella di appostarsi vicino ai cassonetti prescelti e aspettare che il camion della raccolta sia passato per svuotarli. Per poi gettarci dentro i grossi sacchi neri. La sera in cui sono stati sorpresi i due marocchini, sacchi simili a quelli trovato nel loro furgone sono stati scoperti dagli operatori di Publiambiente dentro i cassonetti di intere vie, nella zona di Bottegone, come via D’Aragona e via Bassa di San Sebastiano.

 

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di Redazione web