Proteste
Professore del liceo artistico Petrocchi condannato e interdetto
I giudici del Tribunale di Pistoia lo hanno condannato a 5 anni e 9 mesi di reclusione oltre al pagamento di diecimila euro a ciascun studente costituitosi in giudizio
PISTOIA. No, non potrà più insegnare nelle scuole pubbliche. Né potrà lavorare in strutture pubbliche o private in cui sono presenti giovani. E quando il presidente del tribunale Roberto Tredici legge la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici il sollievo sui volti dei genitori e dei ragazzi presenti in aula è grande. «Abbiamo ottenuto quello che avevamo chiesto fin dall’inizio ai dirigenti della scuola e al Ministero. Non ci interessava arrivare davanti ai giudici, volevamo solo che quell’uomo non potesse più insegnare - dicono - Avrebbero potuto risolverla due anni fa questa vicenda ed invece non hanno voluto. Adesso c’è questa sentenza alla quale dovranno attenersi».
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La decisione del Tribunale di Pistoia nei confronti dell’ex professore dell’istituto artistico Petrocchi accusato di violenza sessuale, maltrattamenti, abuso di mezzi di correzione, minacce e violenza privata, è stata letta ieri sera poco dopo le 19 e il presidente Tredici, con a latere Magi e Mancuso, è andato spedito e, in nome del popolo italiano, lo ha condannato a cinque anni e nove mesi di reclusione, al pagamento delle spese processuali, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da tutti i luoghi solitamente frequentati da giovani, al risarcimento dei danni alle parti civili da quantificare in separata sede e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di diecimila euro a ciascuna delle parti civili costituitesi in giudizio. Condannato in solido anche il Ministero della Pubblica Istruzione.
La decisione dei giudici è andata anche oltre quella chiesta dal pubblico ministero, Claudio Curreli, che aveva chiesto 5 anni e sei mesi di reclusione al termine di una requisitoria durata quasi un’ora in cui ha ripercorso tappa per tappa, episodio per episodio, le accuse che i ragazzi dell’istituto artistico Petrocchi avevano mosso nei confronti del loro professore sessantenne. Pacche sul sedere, palpeggiamenti sulla schiena, sfioramenti dei seni e continue sbirciate nelle scollature per le ragazze; rimproveri pesanti e irrisioni per alcuni studenti, uno dei quali sarebbe stato anche spinto per qualche secondo col busto fuori da una finestra e, soffrendo di vertigini, avrebbe avuto un attacco di panico.
L’avvocata Pamela Bonaiuti, per le parti civili, aveva insistito fin dalla prima udienza sul fatto che fosse imputato anche il Ministero della Pubblica Istruzione e la condanna in solido per quest’ultimo è arrivata. Le segnalazioni nei confronti di quel professore erano arrivate da tempo ai vertici dell’istituto ma nessuno si era mai preso la responsabilità di allontanarlo dall’insegnamento.
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