Il Tirreno

Pistoia

Cane salvato dalla trappola di fuoco

Cane salvato dalla trappola di fuoco

Paura per un attico in fiamme, evacuati con l’autoscala due donne e un neonato. Sei le famiglie rimaste senza casa

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PISTOIA. L’hanno trovata rannicchiata e tremante in un angolo del terrazzo. Scampata a quella trappola di fumo e di fiamme grazie alla porta-finestra che, come sempre prima di andare al lavoro, i suoi padroni le avevano lasciato aperta. E la salvezza invocata abbaiando disperatamente alla fine è arrivata. Casco rosso in testa e maschera per l’ossigeno sul volto. Con le sembianze di un vigile del fuoco. Che l’ha presa in braccio e portata via da quell’attico trasformato ormai in una rovente camera a gas.

Erano all’incirca le undici e mezzo di ieri mattina quando Darma, femmina di 5 anni d’età di bracco di weimar, ha ritrovato in strada il suo padrone, ancora con le lacrime agli occhi per l’angoscia patita nel vedere le fiamme alzarsi dal proprio appartamento, all’ultimo piano del numero 13 di via Cavallotti. Completamente distrutto da un’incendio divampato in camera da letto – sembra a causa di un caricacellulare lasciato inserito nella presa elettrica – e che poi si è propagato, attraverso il bagno, fino al salone.

In trappola a causa del rogo, nell’attico adiacente a quello distrutto e nell’appartamento del piano sottostante, erano rimaste anche una donna e una giovane mamma col suo bambino di pochi mesi. Che si sono viste sbarrare la via di fuga dal denso fumo nero che in pochi minuti ha saturato le scale condominiali. E anche loro tre sono stati salvati dai vigili del fuoco, che li hanno raggiunti con l’autoscala dal lato di via Cavallotti. Prima bimbo e mamma, attraverso una finestra, poi la donna, dalla terrazza, fatti salire sul cestello e depositati a terra.

L’incendio si è sviluppato attorno alle dieci e mezzo. A dare l’allarme sono stati alcuni vicini di casa, non appena hanno visto il fumo e le fiamme che divampavano fuori da una delle finestre che si affacciano sulla corte condominiale. Quelle stesse fiamme che da Sant’Agostino, dal posto di lavoro, lo stesso proprietario dell’attico ha scorto, senza sapere, in quel momento, prima di ricevere la telefonata di un amico, che stavano bruciando casa sua. Sul posto è accorsa immediatamente una squadra di nove uomini dei vigili del fuoco, con autopompa e autobotte. A dare manforte, anche un collega fuori servizio che si trovava a passare in zona.

Un intervento comunque non facile per loro visto che l’attico in fiamme si affaccia sulla corte interna, dove i loro mezzi non potevano arrivare. Con l’autoscala quindi, alcuni di loro hanno raggiunto la terrazza dell’attico attiguo e, da lì, scavalcando un muro, sono arrivati fino a quella dell’appartamento in fiamme. Dove hanno trovato la terrorizzata Darma. Idranti alla mano, hanno quindi iniziato a domare le fiamme: alla fine, 8.000 i litri d’acqua utilizzati.

Nel frattempo, sempre con il cestello dell’autoscala, i loro colleghi hanno portato in salva le due donne e il neonato, visitati immediatamente dal medico del 118 e dalla squadra di un’ambulanza della Misericordia accorsi sul posto: per loro, nessuna conseguenza.

Come detto, la causa dell’incendio potrebbe essere il surriscaldamento di un caricacellulare lasciato inserito nella presa. Gravissimi i danni all’attico, anche strutturali. E ingenti anche quelli all’appartamento attiguo e ai quattro sottostanti, che hanno risentito soprattutto dell’acqua utilizzata per spengere l’incendio: sei in tutto le famiglie che dovranno dormire fuori casa per giorni.

Massimo Donati

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