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Pistoia capitale del verde ma i vivaisti snobbano il bando per curare le rotatorie comunali
Solo due aziende sulle undici necessarie rispondono all’appello Il presidente Mati: «Costi elevati e nessun ritorno d’immagine»
PISTOIA. Nella capitale italiana del verde, così com'è conosciuta Pistoia fuori dai suoi confini, sono soltanto due le aziende vivaistiche che hanno partecipato al bando di Palazzo di Giano “finalizzato alla ricerca di sponsor per la manutenzione e valorizzazione delle rotonde stradali comunali” con contratti pluriennali.
Due, contro le undici messe a bando dal Comune, che usa questo strumento per affidare ai vivaisti la cura a verde delle rotatorie cittadine, garantendo loro un ritorno d’immagine determinato dalla sponsorizzazione. È una risposta “freddina”, però, quella arrivata dalle aziende pistoiesi nei confronti dell’amministrazione Bertinelli che, come più volte ribadito, ha tra gli obiettivi primari l’attenzione al verde urbano nell’ottica di una riqualificazione cittadina che passi proprio da investimenti in politiche ambientali, anche attraverso la collaborazione con i vivaisti.
Il motivo? Secondo Francesco Mati, presidente del Distretto floro-vivaistico di Pistoia, l’assegnazione delle rotonde alle aziende vivaistiche «è una formula che non funziona a causa dei costi molto alti della gestione a verde, e dove il ritorno d’immagine è inesistente. Il problema del verde in città non si risolve con l’assegnazione delle rotonde. Serve una pianificazione chiara per il territorio».
A partecipare al concorso di sponsorizzazione – come detto – solo due aziende: Innocenti e Mangoni Piante per la rotonda di via Toscana (che cura già da anni); Zelari Piante per la rotatoria della Vergine, in passato gestita dall’Associazione vivaisti pistoiesi. Nel caso di Innocenti e Mangoni si tratta di un contratto di otto anni per un costo di manutenzione pari a 300.000 euro (37.500 annui) che prevede la conservazione del manto erboso, la concimazione, la potatura degli arbusti presenti e la pulizia settimanale dai rifiuti. Nel caso di Zelari, invece, il contratto è di cinque anni per un totale di 295.781 euro (59.156 annui).
Il progetto prevede la totale riqualificazione della grande rotonda della Vergine, la cui manutenzione, da qualche tempo, lascia un po’ a desiderare. Le siepi saranno sostituite da specie di quercus e malus, e arbusti come il corbezzolo che andranno ad aggiungersi ai cipressi già presenti. A fronte delle due assegnazioni, sono rimaste escluse dalle sponsorizzazioni nove rotonde, tra cui quella di viale Marino Marini; via Fermi; via Fiorentina (Bottegone); via dell’Annona. Mentre le rotonde comunali già gestite da vivaisti sono quelle di Masiano, Porta San Marco, via Erbosa e Canapale.
«Mantenere una rotonda – commenta Mati – può arrivare a costare anche 60.000 euro all’anno, ma il rapporto tra i costi e i benefici è inesistente, perché le forme di pubblicità sono cambiate anche per i vivaisti. Un cartellino posizionato nella rotonda non determina un ritorno d’immagine».
Mati affronta poi il tema del verde cittadino spiegando che «i problemi dell’arredo urbano necessitano di una pianificazione vera per il territorio. È abbastanza inutile spendere tutti questi soldi nelle rotonde, meglio sarebbe collaborare e investire in parchi, giardini e viali alberati. Luoghi in cui tutti i cittadini possono usufruire del verde».
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