Toscana
Allarme bomba in questura, rintracciato e denunciato l’autore
Due ore col fiato sospeso al Polo della sicurezza di Pistoia a causa del gesto di rabbia di un giovane profugo che poi si è dato alla fuga: accorrono gli artificieri
PISTOIA. Una manciata di secondi in tutto. Borbottando fra se, quel giovane dalla carnagione olivastra ha fatto avanti e indietro per tre o quattro volte, si è guardato attorno e, dopo averlo agguantato a due mani, come in un tiro a canestro dalla lunetta, ha fatto volare lo zaino al di là della cancellata alta quattro metri. Facendolo piombare nel piazzale del parcheggio interno. Per poi darsi alla fuga prima che l’agente in servizio al posto di guardia, che aveva assistito allibito alla scena davanti allo schermo della videosorveglianza, potesse fare qualcosa. Fatto sta che, alle due meno un quarto di venerdì pomeriggio, 27 gennaio, al Polo della sicurezza di via Pertini è scattato l’allarme bomba.
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Un falso allarme alla fine, ma risultato tale solo quando, attivata la consueta procedura d’emergenza, dopo paio d’ore col fiato sospeso, il cannoncino ad acqua degli artificieri della polizia ha sventrato lo zaino mettendo in mostra solo abiti, documenti e oggetti personali. Grazie ai quali, tra l’altro, gli investigatori della Digos hanno, a tempo di record, sia identificato l’autore del lancio che le motivazioni di tale gesto: un gesto di rabbia, di protesta da parte del 27enne profugo del Gambia al quale, la mattina precedente, era stato notificato il provvedimento con cui, dopo l’ennesima manifestazione della sua aggressività, la prefettura lo ha allontanato dalla struttura di accoglienza della Montagna in cui era ospite in attesa della risposta alla sua domanda di richiesta di asilo.
Un provvedimento, quello emesso dalla prefettura, che scatta quando associazioni e cooperative che gestiscono le strutture segnalano non necessariamente un reato ma anche comportamenti pericolosi per la quieta convivenza. In tal caso, l’ospite indesiderato, che non rispetta le regole, perde il diritto all’assistenza e, da quel momento in poi, deve trovare con le proprie forze una sistemazione.
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E ieri mattina il giovane gambiano è tornato in questura, all’ufficio immigrazione, per protestare. Non trovando però la soddisfazione che cercava. E, in un gesto di rabbia o di protesta, prima di andarsene, ha lanciato quello zaino di tela verde con tutte le sue cose di là dalla cancellata che separa via Pertini dal cortile del Polo della sicurezza.
Immediato l’allarme. Sia all’interno che all’esterno, per diverse decine di metri attorno allo zaino i poliziotti della Squadra volante hanno creato un’area di sicurezza delimitandola con la classica fettuccia bianca e rossa. Quindi è scattata la procedura prevista per gli allarme bomba. Sul posto sono accorsi vigili del fuoco, 118, polizia municipale e, da Firenze, i poliziotti del reparto artificieri. Mentre la strada veniva chiusa al traffico e ai pedoni, uno di loro, indossata la tuta protettiva, ha posizionato davanti allo zaino il “Distractor”, un cannoncino in grado di sparare un “dardo” d’acqua ad altissima pressione, capace di disarticolare in una frazione di secondo qualsiasi cosa incontri sulla sua traiettoria: il getto è così veloce e potente che l’eventuale innesco non sarebbe in grado di comandare l’ordigno esplosivo. Quindi, comandato a distanza, lo sparo, che ha sventrato lo zaino.
Tra i resti, lo stesso capo della Digos, il vicequestore Luigi Larotonda, ha trovato un giubbotto, una felpa, indumenti vari e un libro per imparare l’italiano. E poi, portafoglio, cellulare e una cartellina piena di atti di polizia, a nome del 27enne gambiano. Con tanto di foto che, confrontata con le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza, ha permesso l’identificazione del giovane. Che è stato rintracciato e 12denunciato per procurato allarme.
Massimo Donati
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