Gioco
Gender e polemiche, Sacchettini si spiega
Il presidente dell’Atp: «Clima di paura intorno allo spettacolo, invece il tema è attuale e va affrontato»
PISTOIA. «Spropositate e fuori luogo le polemiche sullo spettacolo. Così si crea un clima di paura, come se non si potesse parlare di alcuni argomenti, come se non si potessero affrontare certe questioni. Siamo nel pieno delle grandi domande dell'oggi: è questo che deve fare un teatro». Evidentemente anche quando gli spettatori sono bambini. Rodolfo Sacchettini, presidente dell'Associazione teatrale pistoiese, se le aspettava le critiche arrivate negli scorsi giorni su "Fa'Afafine - Mi chiamo Alex e sono un dinosauro", scelto dal direttore artistico Saverio Barsanti per la rassegna "Piccolo sipario". «Si spostano da città in città, seguono la tournée. Ma - dice Sacchettini - si tratta di discorsi strumentalizzati a livello politico».
Lo spettacolo "Fa'Afafine", scritto e diretto dal regista Giuliano Scarpinato, andrà in scena stasera, ore 21, al teatro Bolognini. Dopo l’annuncio della Lega di voler fare un presìdio di protesta davanti al teatro, Sacchettini ha avvertito la questura. «Un atto dovuto», afferma.
L'orario dello spettacolo, inizialmente fissato alle 10 di mattina, è stato posticipato per consentire a tutti (e non solo alle scuole) di assistere allo spettacolo, ma anche a causa della bassa adesione delle classi: due soltanto, una delle elementari e una delle superiori, che andranno a teatro domani, nella seconda data prevista. Il protagonista Alex, otto anni, è sia Alexandra dentro al suo abito da principessa, sia Alexander con le scarpette da calcio ai piedi. Non ha ancora deciso se essere maschio o femmina. «Questo spettacolo, scelto dal direttore artistico (Saverio Barsanti, ndr), è tra i più premiati d'Italia nel teatro per i ragazzi. Le polemiche contro "Fa'Afafine" spesso sono mosse da persone che non hanno visto l'opera». Vero è che neppure Barsanti che l'ha scelto, ha visto il lavoro di Scarpinato. «Non sempre è possibile» dice il presidente, e va avanti: «Questo clima di paura va a sollecitare in particolare i genitori. Il sottotesto della polemica, in sostanza, è questo: famiglie svegliatevi, non sapete dove porteranno i vostri figli. E così, ancora una volta, si va a scavalcare o a mettere in crisi il ruolo fondamentale degli insegnanti, con cui noi lavoriamo e su cui riponiamo ogni fiducia. Sono loro che accompagnano i ragazzi, e che rielaborano l'esperienza. Lo spettacolo, inoltre, è in orario scolastico ma non è obbligatorio. Si tratta di un'offerta»; rifiutata - visti i numeri - dalle scuole. «In buona parte tutte queste polemiche hanno contribuito ad avere poche adesioni». Sui soldi pubblici spesi per "Alex" infine, il presidente Atp sottolinea che quella dell'Associazione è una «scelta artistica e culturale all'interno di una programmazione ricchissima, che propone una pluralità di punti di vista. Lo spettacolo è coprodotto da due teatri con contributi pubblici».
Beatrice Faragli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
