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Evangelisti: «Caduta l’accusa più pesante nei miei confronti»

 Evangelisti: «Caduta l’accusa più pesante nei miei confronti»

PISTOIA. «Una condanna un po’ eccessiva» gli è scappato detto a caldo in aula. Ma, «anche se non capisco molto di numeri – ha aggiunto poi – sono contento che sia caduta l’accusa di associazione per...

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PISTOIA. «Una condanna un po’ eccessiva» gli è scappato detto a caldo in aula. Ma, «anche se non capisco molto di numeri – ha aggiunto poi – sono contento che sia caduta l’accusa di associazione per delinquere. E ancora non capisco cosa fosse questa associazione di cui tanto hanno parlato». Marcello Evangelisti era l’imputato eccellente del processo Untouchables. E la soddisfazione che lui sembra restio a mostrare dopo la sentenza, la esprime invece il suo avvocato difensore, Giuseppe Castelli: «Sembra che il tribunale abbia riconosciuto che vi fosse una corruzione sistemica, ma ha anche riconosciuto l’inconsistenza dell’accusa di associazione con un’assoluzione piena. Aspettiamo le motivazioni, ma sicuramente presenteremo appello».

Una sentenza complicata, con una miriade di capi di imputazione e di condanne e assoluzioni incrociate. Ma non per Roberto Riccomi, ritenuto il punto di riferimento della presunta “cupola” e condannato ieri per un solo episodio di turbativa d’asta, derubricato tra l’altro in alterazione del procedimento amministrativo. «Il dato di fatto è che è caduta l’ipotesi dell’associazione e che Roberto Riccomi ne fosse a capo – commenta il suo difensore Gianluca Lomi – È stato condannato per un’ipotesi di reato residuale. E gran parte del merito di questo va anche ai miei codifensori Rosario Bevacqua, che non c’è più, e Francesco Bevacqua, oggi assente per un altro processo».

Soddisfatta anche l’avvocato Cecilia Turco, legale di Mauro Filoni: «Il tribunale ha accolto la mia tesi difensiva sull’inesistenza sia dell’associazione che della corruzione. Rimane l’amarezza per la condanna per turbativa, che però è contenuta e per la quale abbiamo il beneficio della sospensione condizionale. Mauro Filoni ha passato più di 2 mesi in carcere e alcuni ai domiciliari:questa sentenza dimostra che quella misura cautelare era ingiustificata».

Assolto dalle accuse più pesanti anche Paolo Mazzoni. «Dopo cinque anni di calvario è stato completamente assolto dalle accuse di corruzione, la più pesante delle imputazioni – commenta l’avvocato Alberto Rocca, suo difensore assieme a Sergio Mazzone – Lo possiamo dire: Mazzoni non è un corrotto. Per il resto, valuteremo le motivazioni, ma questo è uno spartiacque importante». (m.d.)

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