La protesta
«Un modello per il futuro in Toscana»
Qualità dei progetti e sviluppo delle radici locali: i pilastri della programmazione per l’assessora Barni
PISTOIA. «Pistoia capitale italiana della cultura 2017 è il modello di riferimento per tutte le future politiche di pianificazione culturale della Toscana. Politiche che, come nel caso dell'offerta presentata da Pistoia, dovranno basarsi sulla qualità dei progetti culturali e orientarsi verso lo sviluppo delle radici locali».
A sottolinearlo è l’assessora regionale alla cultura Monica Barni, durante il suo intervento nella prima seduta 2017 del consiglio regionale, andato eccezionalmente in scena nell’auditorium Terzani della biblioteca San Giorgio per celebrare l’anno di Pistoia capitale della cultura.
«Quello arrivato per Pistoia – dice Barni – è un riconoscimento importante che premia la comune capacità progettuale della politica pubblica, in grado di valorizzare le potenzialità della città attraverso una pianificazione strategica, partecipata e integrata».
Durante l’intervento l’assessora alla cultura ha poi ricordato come, a breve, la Regione sottoscriverà l’accordo di programma su Pistoia capitale con Comune, Provincia, Asl Toscana centro, segretariato regionale del Ministero per i beni culturali e Soprintendenza per i beni archeologici. Un accordo che ufficializza le partecipazioni dei numerosi soggetti coinvolti nei progetti finanziati per il 2017.
«In particolare – spiega Barni – nell’accordo di programma figurano l’ampliamento e la riqualificazione di Palazzo Fabroni, in vista della sua complessiva destinazione a Museo del Novecento contemporaneo. L'ampliamento del Museo della sanità pistoiese con l’esposizione dei ferri chirurgici, ma anche lo sviluppo della Casa della salute che prenderà vita all’interno dell’area dell’ex Ceppo, il contributo per il recupero e l’insediamento delle Ville Sbertoli e la comunicazione del programma di Pistoia capitale 2017». (v.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google