Gioco
All’azienda Marini ecco il vino dedicato all’anno della cultura
PISTOIA. Con un po’ d’emozione, vista la numerosa platea gremiva la vinsantaia Marini per la 13ª edizione di “Vin santo è”, Martina De Felice ha presentato la sua etichetta, che impreziosirà il vino...
PISTOIA. Con un po’ d’emozione, vista la numerosa platea gremiva la vinsantaia Marini per la 13ª edizione di “Vin santo è”, Martina De Felice ha presentato la sua etichetta, che impreziosirà il vino celebrativo di Pistoia Capitale italiana della Cultura.
Un rosso toscano di casa Marini che si presenterà in vendita per tutto l'anno con l'etichetta disegnata dalla studentessa del Liceo Artistico "Petrocchi" che ha vinto il "contest" creativo lanciato dall'azienda.
«Quando ci è stato presentato questo progetto - ha detto Martina, 4B sezione grafica – ho pensato a realizzare qualcosa che davvero rappresentasse Pistoia e non potevo che disegnare il centro storico, con piazza Duomo e le vie del cuore antico della città».
Una cartolina speciale che l'azienda Marini ha scelto, tra i tanti bozzetti elaborati dalle due classi quarte partecipanti, per il vino celebrativo legato all’importante opportunità data alla città dal ruolo di capitale della cultura.
Elisabetta Pastacaldi, preside del "Petrocchi", ha evidenziato l'importanza di tali progetti per unire sempre di più mondo della scuola e del lavoro. Marini non è nuovo a queste collaborazioni. Quella con il Liceo Artistico è l'ultima. Il filo che unisce vino ed arte è solido visto che è Sara, sua terzogenita, ex alunna del “Petrocchi”, a realizzare le etichette della produzione di vino ed olio dell'azienda.
Tra queste, quella del vin santo vendemmia 2013, assaggiato ieri da produttori e appassionati, come succede ormai da 13 anni, con l'apertura pubblica dei caratelli. Caratelli che hanno regalato il primo assaggio di un’annata che deve fare molta strada prima di avere un prodotto finito, ma che ha già riservato il suo caleidoscopio di colori, odori e sapori non senza qualche sorpresa. Uno dei caratelli infatti ha dato una quantità di vin santo sufficiente solo per la degustazione in sala: nei tre anni di invecchiamento è in gran parte evaporato.
Elisa Pacini
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