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Pistoia

A ottobre chiusi due volte per infiltrazioni

A ottobre chiusi due volte per infiltrazioni

Sono anni che la scuola superiore vive una sua “via crucis” a causa delle succursali, troppe e inadeguate

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PISTOIA. I problemi alle strutture c’erano già anche quando la scuola di piazzetta San Pietro si chiamava ancora “istituto d’arte” e ospitava meno studenti. Figuriamoci adesso, che si chiama a buon diritto “liceo artistico”, conta 1.043 studenti e ben quattro sedi distinte, ciascuna con le sue magagne. C’è la succursale di via del Bottaccio, che andrà abbandonata a fine anno scolastico perché il proprietario rivuole indietro la sua struttura. Terza sede alle Fedi-Fermi, in viale Adua, dall’altra parte della città. Un laboratorio, infine, è ospitato in piazza San Leone. Per non parlare della quinta sede, la succursale di Quarrata, dove non c’è una palestra.

E l’anno scolastico in corso si era aperto nel peggiore dei modi: per ben due volte la preside Pastacaldi è stata costretta, l’ottobre scorso, a chiudere la sede centrale a causa delle forti piogge e delle infiltrazioni d’acqua dal tetto e dagli infissi. Poi, ai primi di novembre, la Provincia (proprietaria della sede) è riuscita a farsi dare dal governo i soldi per chiudere il bilancio e ha finalmente avviato i primi lavori. Ma è una goccia nel mare.

La ricerca di una sede unica per le succursali del Petrocchi dura da anni. L’ultima candidata è l’attuale sede dell’ex Provvieditorato agli studi, in via Mabellini. Quegli uffici potrebbero essere accolti da una sede della Provincia in corso Gramsci e liberare così una ventina di aule per il liceo. Ma la soluzione (per ora) rimane sulla carta.

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