Il Tirreno

Pistoia

IL RACCONTO DEL CONSIGLIERE tomasi

Medici e primari diventano barellieri per necessità

Medici e primari diventano barellieri per necessità

PISTOIA. «Speriamo di non picchiare» dice il primario tra il serio e il faceto mentre spinge la barella di uno dei pazienti stipati al Pronto soccorso, in attesa come altri di un posto letto che non...

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PISTOIA. «Speriamo di non picchiare» dice il primario tra il serio e il faceto mentre spinge la barella di uno dei pazienti stipati al Pronto soccorso, in attesa come altri di un posto letto che non c'è. «Io - aggiunge - una barella non l'ho mai spinta». Ma l'ospedale San Jacopo adesso scoppia, e allora i primari diventano infermieri e operatori per necessità.

Anche i familiari dei pazienti aiutano a spostare i "letti" di fortuna, incastrati come pezzi di un puzzle. È il caos. Lo sa bene Alessandro Tomasi, consigliere comunale di Pistoia Domani, che denuncia quanto accaduto a un suo familiare: costretto, anche lui, a dormire su una barella nella notte tra martedì e mercoledì. L'anziano, che da tempo soffre di gravi problemi di salute, è arrivato al pronto soccorso intorno alle 12,30 di martedì. Un codice giallo, trasportato in ambulanza. «Lo hanno visitato alle sette la sera, poi - racconta Tomasi - è rimasto su una poltrona per qualche ora, finché non è stato sistemato su una barella», dove ha passato la notte insieme agli altri pazienti stipati come sardine. C'è di più: nemmeno ieri l'uomo ha avuto un letto in reparto. «Ci hanno detto - continua il consigliere comunale - che non c'erano posti per il ricovero. È una situazione grave e vergognosa, causata da una politica che ha decimato personale e letti. I medici e gli infermieri si fanno in quattro per sopperire alle mancanze strutturali dell'ospedale. Sono gli unici che dobbiamo ringraziare con forza. Ci vorrebbero più dottori, più infermieri. Abbiamo visto primari che spingevano le barelle, mentre chi sta in alto, negli scorsi giorni, parlava solo di nomine Asl. Come si impegnano - conclude Tomasi - quando si tratta di gestire il potere, e intanto la gente aspetta ventiquattro ore su una barella».

Beatrice Faragli

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