Gioco
Pronto l’accordo sugli orari dopo nove mesi di trattative
L’intesa raggiunta dai sindacati è stata presentata ai lavoratori, oggi il voto Malcontento diffuso sull’abolizione delle pause, l’approvazione è in bilico
PISTOIA. Ci sono voluti nove mesi di trattative, incontri a ripetizione a Roma e sopralluoghi a Pistoia e nelle altre due fabbriche del gruppo, ma alla fine l’ipotesi di accordo sull’armonizzazione delle regole e degli orari di lavoro negli stabilimenti di Hitachi Rail Italy è stato siglato.
La firma è arrivata alle 1,35 di notte di martedì, al termine di un lunghissimo testa -a-testa tra l’azienda ferroviaria da una parte e i sindacati metalmeccanici (comprese le Rsu dei tre stabilimenti) dall’altra. Ieri è stato il giorno delle assemblee nei singoli stabilimenti in cui è articolato il gruppo ferroviario: Pistoia, Napoli e Reggio Calabria. Oggi, invece, tute blu (anzi, grigie, secondo il look Hitachi) e colletti bianchi voteranno per accogliere o respingere l’accordo.
E a giudicare dalle prime reazioni e dai racconti di chi ha partecipato, almeno a Pistoia l’atmosfera non è affatto delle migliori: l’ipotesi di accordo potrebbe venire clamorosamente bocciata, anche se a livello dei tre stabilimenti l’attesa è comunque per una vittoria dei sì.
Nell’accordo, come detto, ci sono regole comuni su orari di lavoro, flessibilità, pausa mensa, permessi, turni, pause di lavoro e così via. Tutto è nato dall’esigenza di Hitachi di mettere ordine in un groviglio di regole diverse da stabilimento a stabilimento, anche per recuperare produttività e competitività nello sforzo di rilancio dell’azienda. La trattativa si è aperta il 4 febbraio per concludersi, come detto, solo martedì notte.
La questione che i lavoratori pistoiesi digeriscono peggio riguarda la sostanziale sparizione delle pause di lavoro in alcuni reparti riconosciuti come particolarmente usuranti, come officina, carpenteria o verniciatura. Negli anni chi lavorava in questi reparti aveva ottenuto il diritto a pause di 30-35 minuti durante l’orario di lavoro, proprio per ammortizzare il disagio legato a certe mansioni. Con gli anni sono state apportate molte migliorie alle condizioni di lavoro, per cui l’accordo ipotizza l’eliminazione delle pause (con date diverse a seconda dei reparti, ma già a partire dal 1º aprile 2017) e la loro sostituzione con un monte ore (molto minore, si obietta) di permessi annui retribuiti, che è possibile anche monetizzare. È su questa abolizione che si sono manifestati diversi dissensi in assemblea. Resta da vedere che peso avranno sul voto complessivo.
Fabio Calamati
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