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Pistoia

Ambiente a rischio dopo il maxi-incendio interessati 128 ettari

Ambiente a rischio dopo il maxi-incendio interessati 128 ettari

SAN MARCELLO. Una conferenza «per fare chiarezza» sul grande incendio che, fra il 9 e il 10 dicembre scorsi, ha colpito una vasta zona di alta montagna, è stata convocata dall’assessore Luca...

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SAN MARCELLO. Una conferenza «per fare chiarezza» sul grande incendio che, fra il 9 e il 10 dicembre scorsi, ha colpito una vasta zona di alta montagna, è stata convocata dall’assessore Luca Buonomini del comune di San Marcello.

I danni sono statti ingenti e l’incendio «è stato uno fra i più grandi che si ricordino a memoria d’uomo. Le parti di bosco bruciate si vedono anche da Pistoia» ha spiegato Fernando Baldi, vicecomandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato, che ha proseguito indicando con precisione che l’incendio ha interessato una zona di alto pascolo, per cui comporterà inevitabili cambiamenti, sia nella flora che nella fauna.

Ha poi affermato che il Corpo Forestale sta facendo tutte le opportune indagini, per le quali saranno predisposti anche dei voli sulla zona, ma che il responso ultimo sulle cause e su eventuali doli sarà affidato alla procura.

Francesco Benesperi, responsabile della forestazione per l’Unione dei Comuni montani, ha chiarito che l’incendio è stato tutto interno al comune di San Marcello, non spontaneo, dunque provocato, partito dall’alto del crinale, interessando poi una superficie di 128 ettari, tutti di proprietà privata. «Per spengerlo – ha detto – ci sono state parecchie difficoltà, tanto che sono intervenuti mezzi aerei della Regione Toscana e dello Stato e naturalmente le guardie dell’Unione».

Un video, opera appunto delle guardie forestali dell’Unione dei comuni, con rilievo operato con un Gps, ha mostrato ai presenti le foto relative a tutto il perimetro dell’incendio, che si è esteso dal “Cornaccio” al “Passo della Calanca”.

Anche Sauro Begliomini, presidente del Cai Montagna pistoiese, ha fatto un dettagliato esame dei possibili inconvenienti che potranno generarsi a causa della combustione del manto di copertura dei suoli, che avranno più difficoltà, per esempio, a trattenere la neve ed evitare quindi le valanghe. Ma nessuno allarme specifico è stato lanciato perché le vere risposte le potrà dare solo il tempo.

Giampiero Danti, presidente dell’Unione di Comuni, ha infatti teso a sdrammatizzare spiegando che «30-40 anni fa quella zona è stata frequentemente interessata da incendi, causati dai pastori che volevano erba fresca per le proprie greggi». Inoltre, a quanto si è capito, l’incendio è stato di natura superficiale perché piante di grossa mole non ne sono state bruciate. Dunque nessun allarmismo, ma necessità di chiarezza sull’accaduto e un richiamo «per sensibilizzare ad un uso corretto del bosco» ha detto l’assessore Buonomini ed anche «un appello a tutti gli addetti perché continuino con i controlli indispensabili per una difesa dei territori».

Sauro Romagnani

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di Redazione web