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Pistoia

la società biancorossa

L’ira del presidente Maltinti «Basta, stavolta mi dimetto»

di Elisa Pacini
L’ira del presidente Maltinti «Basta, stavolta mi dimetto»

PISTOIA. PalaCarrara, Pistoia Basket e Comune di Pistoia: in città non esiste un “triangolo” di relazioni più scottante e che si è letteralmente infuocato nella giornata di oggi, venerdì 16 dicembre,...

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PISTOIA. PalaCarrara, Pistoia Basket e Comune di Pistoia: in città non esiste un “triangolo” di relazioni più scottante e che si è letteralmente infuocato nella giornata di oggi, venerdì 16 dicembre, quando Roberto Maltinti ha convocato d’urgenza la stampa per metterla a conoscenza di un’indagine della procura della Repubblica riguardante lui, l’amministratore delegato della Pistoia Pallacanestro, Gianpiero Giusti, e il dirigente comunale Nicola Stefanelli.

Un’indagine partita a seguito delle perplessità del segretario generale del Comune, Raffaele Pancari, sui recenti lavori alla copertura del PalaCarrara. Indagine che però, come ha detto lo stesso Maltinti, mettendoci come sempre faccia e voce, arriva ad «adombrare l’illegittimità della concessione in uso del palazzetto alla società biancorossa».

«Per questo – ha detto col groppo in gola il numero uno di via Fermi– in poche parole è come se noi qui dentro fossimo abusivi. Mi sento sfrattato in quella che, come molti tifosi, considero casa mia. Per questo mi dimetto da presidente del Pistoia Basket».

Un annuncio arrivato davanti anche ai molti tifosi accorsi al PalaCarrara per stringersi attorno al presidente biancorosso. Le dimissioni saranno notificate lunedì al consiglio della società, dopo la partecipazione di Maltinti al consiglio federale per l’elezione del nuovo presidente Fip.

Al centro dell’indagine, che ha portato – come ha spiegato Maltinti – alla perquisizione della sua abitazione e della sede della società in via Fermi, giovedì mattina, c'è la presunta irregolarità della convenzione per la gestione del palazzetto tra Pistoia Basket e Comune. Comune che, come proprietario, ha l’onere della manutenzione straordinaria del palazzetto e quindi di provvedere al pagamento dei lavori al tetto. Lavori che, in base all’accordo con la società sportiva, incaricavano la stessa di progettarli e farli eseguire prima dell'inizio del campionato, con il patto che la spesa sarebbe stata poi coperta dall’amministrazione.

«I lavori sono stati fatti insieme al Comune anche a livello di scelta della ditta che doveva effettuarli (l'Edilpi, ndr) – ha spiegato Maltinti – per garantire non solo la tempistica ma particolari benefit di sicurezza ed estetica in modo da arricchire il comune di un impianto all'avanguardia».

«Ho passato un'estate a massacrare la ditta di messaggi perchè rispettassero i tempi di lavoro – prosegue il presidente biancorosso – Hanno finito con una settimana di anticipo e ora hanno fatturato a noi ma, pur avendo eseguito i lavori a regola d’arte, non sanno ancora chi dovrà onorare le spese sostenute. Questo è uno dei due rammarichi che ho in questa vicenda. L’altro è vedere come a Pistoia sia difficile collaborare per rendere ancora migliore l'immagine di questa città. Per non parlare della preoccupazione che ho di dover trovare presto (come serie A, come Valentina's Bottegone e come settore giovanile) un altro impianto di gioco».

La città, ricorda il patron biancorosso, dallo sport ha avuto tanto, e in Italia proprio per i successi delle sue squadre è conosciuta.

«Ho settant’anni – lamenta Maltinti – Da anni dico che smetto di fare il presidente ma questa volta mi dimetto davvero. Perchè questa storia, vedermi arrivare la Finanza a casa, farmi sentire insieme alla società abusivo dentro al palazzetto, mi toglie la passione di fare quello che ho sempre fatto. Non sono uno che porta soldi, ma penso di aver fatto di tutto per tenere i soci uniti, per cercare sponsor, per confrontarmi con i tifosi, con cui a volte mi sono anche preso. Io non voglio fare guerre. Penso che siamo tra le 16 squadre di basket più importanti d'Italia, ma mi chiedo: per il Comune siamo importanti? Fino a due giorni fa il sindaco mi ha rassicurato che i soldi per i lavori ci sono. La convivenza con l’ente proprietario è diventata sempre più difficile. Siamo un gruppo di dirigenti pistoiesi, gli sponsor che ci sostengono sono tutti pistoiesi: non sono cose di cui andar fieri? Invece non possiamo stare sereni. E per questo mi dimetto. Viva Pistoia, viva il Pistoia Basket».

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