Gioco
Inchiesta sul palasport avvisi e perquisizioni
Abuso d’ufficio, tre indagati per la concessione in gestione dell’impianto al Pistoia Basket 2000 e per l’affidamento dei lavori per il nuovo tetto
PISTOIA. Il reato ipotizzato è quello di abuso d’ufficio. Al centro dell’inchiesta, il palazzetto dello sport di via Fermi. Per due differenti aspetti, tra loro collegati: quello dell’affidamento della gestione da parte del Comune al Pistoia Basket 2000; quello dei lavori di ristrutturazione del tetto. Tre gli indagati: il presidente della società biancorossa Roberto Maltinti; l’architetto Nicola Stefanelli, dirigente comunale del servizio di edilizia pubblica; Gianpiero Giusti, legale rappresentante della Pistoia Pallacanestro srl.
A palazzo di giustizia il riserbo è massimo. Imposto dallo stesso procuratore capo Paolo Canessa, titolare dell’inchiesta. Ma la conferenza stampa indetta a sorpresa ieri mattina da Roberto Maltinti, all’indomani delle perquisizioni compiute da carabinieri e Finanza, ha portato alla luce quelli che sono gli elementi fondamentali su cui sono focalizzate le indagini, avviate, è bene sottolinearlo, solo da pochi giorni, in seguito alle presunte irregolarità riscontrate dal segretario generale del Comune, Raffaele Pancari. Chiamato ad approfondire la questione PalaCarrara dopo le polemiche esplose in commissione consiliare, il 3 novembre, sul debito fuori bilancio di 400.000 euro resosi necessario per pagare i lavori di ristrutturazione del tetto dell’impianto sportivo commissionati direttamente dal Pistoia Basket a un’azienda edile di Altopascio, la Edilpi.
Fatto sta che, come prevede la legge, la possibile presenza di irregolarità è stata immediatamente segnalata alla procura.
Le ipotesi di reato. La prima ipotesi di reato riguarda la concessione della gestione del PalaCarrara alla società Pistoia Basket 2000. La procedura seguita potrebbe non aver rispettato secondo gli inquirenti il codice degli appalti. Andata deserta la prima gara bandita dal Comune (a cui erano tra l’altro state invitate solo società sportive), tramite trattativa privata la gestione era stata affidata alla società biancorossa. Al vaglio della procura, il fatto se prima di questo il Comune avrebbe dovuto bandire una seconda gara, aperta alle società anche non sportive.
La seconda ipotesi di abuso d’ufficio è relativa invece ai lavori per il tetto dell’impianto sportivo. In base all’accordo tra Comune e Pistoia Basket quest’ultima sarebbe stata considerata alla stregua di un “centro appaltante”: è stata la società stessa a scegliere e incaricare una ditta per eseguire l’intervento, con la clausola che a pagare sarebbe stata l’amministrazione comunale. L’obiezione è che il Comune avrebbe invece dovuto bandire una gara per affidare i lavori come per qualunque altro appalto pubblico, visto che il PalaCarrara è di proprietà dell’ente e che non si trattava di lavori da affidare in estrema urgenza dato che era già dal 2012 che nell’impianto pioveva.
È per approfondire questi due aspetti che giovedì mattina carabinieri e finanzieri si sono presentati alla porta di casa dei tre indagati, in Comune e nelle sedi delle due società per sequestrare la documentazione ritenuta rilevante.
Il Comune. Poche ore dopo le esternazioni di Maltinti, il Comune è intervenuto per chiarire il proprio ruolo nella vicenda. Sottolineando di aver avviato già a fine ottobre l’iter istituzionale per il riconoscimento del debito fuori bilancio necessario per liquidare la cifra spesa per il rifacimento del tetto del PalaCarrara.
Per questo in commissione consiliare era stata portata la relativa proposta di delibera. Ma è stato in tale sede che, il 3 novembre, «alcuni consiglieri comunali – spiega il Comune – hanno sollevato dubbi circa la natura del rapporto tra l'attuale società gestrice del palazzetto - la Pistoia Basket 2000 srl - e la società che lo gestiva fino alla conclusione della stagione sportiva 2014/2015 - la Pistoia Pallacanestro - quest'ultima morosa nei confronti del Comune di oltre 350.000 euro. Si è così potuto appurare che la Pistoia Basket 2000, sino allo scorso marzo, ha detenuto il 99% delle quote della Pistoia Pallacanestro».
Incaricato di approfondire la questione, il segretario generale Raffaele Pancari, il 15 novembre, ha scritto al sindaco Samuele Bertinelli, spiegando i passi secondo lui necessari: «Verifica della consistenza dei lavori e della corrispondente compatibilità con i prezzi di mercato al fine di accertare l'utilità e l'arricchimento per l'ente e limitare l'importo del riconoscimento alle risultanze di tale accertamento; verifica della concreta possibilità di compensare il debito, parzialmente o totalmente, con il credito che il Comune vanta nei confronti della società Pistoia Pallacanestro (ove non possa concretamente realizzarsi sarà necessario fare le opportune valutazioni al fine di presentare istanza di fallimento nei confronti della società debitrice; verifica degli atti della procedura di scelta del contraente e della conformità alle prescrizioni del Codice dei contratti».
Il sindaco ha dunque incaricato il segretario generale di riesaminare l'intera pratica. «Ad oggi – spiega il Comune – le parti devono ancora raggiungere un accordo che contemperi le esigenze del Comune e quelle del Pistoia Basket 2000».
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