Toscana
Chiesta la confisca dei beni per quasi 2.300.000 euro
PISTOIA. Non solo reclusione, ma anche la pena accessoria della confisca dei beni per un importo pari al profitto che gli imputati avrebbero ricavato attraverso i reati commessi. In base a quanto...
PISTOIA. Non solo reclusione, ma anche la pena accessoria della confisca dei beni per un importo pari al profitto che gli imputati avrebbero ricavato attraverso i reati commessi. In base a quanto richiesto dal pm al termine della sua requisitoria, quasi 2.300.000 di euro che, in caso di condanna definitiva, 13 dei 16 imputati sotto processo si vedrebbero confiscare dallo Stato fra contanti e immobili.
L’importo più ingente è quello relativo alla posizione di Marcello Evangelisti: 430.376 euro. Per quattro degli altri cinque pubblici ufficiali, il pm ha invece chiesto 22.763 euro per Paolo Mazzoni, 31.080 per Franco Fambrini e 8.993 per Mauro Filoni. Quindi, 70.000 euro per Roberto Riccomi, 365.321 per Giordano Rosi, 294.505 per Roberto Vescovi, 359.600 per Paolo Conti, 96.522 per Angiolo Orsi Spadoni, 294.505 per Michele Vescovi, 23.044 per Carlo Alberto Diddi, 143.971 per Riccardo Vespignani, 21.165 per Riccardo Ponticelli.
In linea con quelle che sono state le sentenze della Cassazione riguardo ai sequestri preventivi dei beni scattati nei confronti di alcuni degli imputati, per quantificare l’importo da confiscare agli imprenditori coinvolti il pm lo ha calcolato nel 10% sull’importo riscosso per i lavori eseguiti: una percentuale che, nei prezzari pubblici, corrisponde all’utile netto d’impresa.
Per quanti riguarda i pubblici ufficiuali, il pm ha fatto invece riferimento a quel 3% sull’importo dell’appalto che i vari testimoni hanno confermato essere la percentuale che Evangelisti pretendeva per aggiustare le gare. (m.d.)
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