Il Tirreno

Pistoia

A Pistoia il centro storico ha votato No

A Pistoia il centro storico ha votato No

Nei comuni della Piana, invece, sono dilagati i consensi alla riforma. Il pasticcio dei voti scambiati sul sito della prefettura

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PISTOIA. Il passo del Serravalle conferma di essere uno spartiacque politico oltre che fisico, in provincia di Pistoia: i dieci comuni dell’”area pistoiese” (montagna compresa) hanno infatti votato compatti per il Sì al referendum istituzionale, con le uniche eccezioni (ma quantitativamente piccole) di Abetone e Sambuca. Pistoia capoluogo, col 52,1% di favorevoli alla riforma, risulta omogenea ai centri della piana (Agliana, Quarrata, Montale, Serravalle) e a quelli di dimensioni maggiori della montagna (San Marcello, Cutigliano, Piteglio), dove i consensi al Sì oscillano tra il 50,2% di Piteglio (il più tiepido) e il 57,5% di Montale.

In città. Anche Pistoia ha votato in maggioranza a favore della riforma costituzionale. Alla conta dei Sì mancano soprattutto molte sezioni del centro, dove si è votato alle scuole Collodi, alle Roncalli e alle Frosini, e alcune delle sezioni di collina: No vittoriosi, ad esempio, a Cireglio, Le Piastre, Piteccio, Sammommè, Pracchia.

Al di là di queste tendenze di larga massima, comunque, la situazione è molto frastagliata. Nella piana a sud della città, ad esempio, nel giro di pochi chilometri si trovano Nespolo e Bonelle, capitali del Sì (rispettivamente con il 67,1% e il 65,8%) e Bottegone, portabandiera del No (55,7% alla sezione della scuola Martin Luther King).

L’errore nei dati. A movimentare la nottata elettorale ha contribuito un errore nei dati dello spoglio per Pistoia, così come compariva sul portale “Eligendo” della prefettura e del Ministero dell’interno. Fino alle 2,40 circa di lunedì, nella colonna del Sì figuravano i voti raccolti dal No e viceversa. Chi ha consultato quel sito web, fidandosi della sua ufficialità, ha pensato a lungo che a Pistoia avessero vinto i No. Anche la nostra tabella, pubblicata sull’edizione di ieri con i dati aggiornati all’1,15 della notte, forniva quest’immagine erronea. Solo più tardi il sito della prefettura ha corretto il tiro, ripristinando il corretto ordine delle cifre e ristabilendo la vittoria del Sì anche a Pistoia, come del resto sanciva già da tempo il sito web di Palazzo di Giano. Ieri è stato impossibile ottenere spiegazioni dalla prefettura per il grave errore: tutto il personale che si era occupato delle elezioni era in riposo e chi si trovava al lavoro non è stato in grado di fornire chiarimenti.

La reazioni. A metà pomeriggio è arrivata la dichiarazione del segretario provinciale del Pd Riccardo Trallori. “Al variegato fronte del No – scrive – oltre all’onore della vittoria, spetta l’onere di dover proporre e non più solo criticare o abbattere. Qui sarà il primo vero banco di prova”. A livello provinciale Trallori non manca di sottolineare il successo del Sì, pur ammettendo gli “esiti disomogenei nei diversi territori”.

Più diretta la parlamentare Caterina Bini: “Sono amareggiata, inutile nasconderlo, sarebbe ipocrita” ha scritto sulla sua pagina Facebook. “Ora tocca a chi ha vinto proporre qualcosa. A dire No siete stati bravi, ora serve qualche Sì”.

Sul fronte opposto, esulta meno di quanto ci si aspetterebbe il capogruppo dei 5 Stelle in consiglio comunale, Maurizio Giorgi. “La mia terra natìa, la Toscana – scrive anche lui su Facebook – e ancor più Pistoia ha dimostrato ancora una volta di fare tifo politico e non politica consapevole... Contento per il risultato nazionale, mi ritrovo mezza bocca amara per la mia città”.

Non troppo soddisfatto neanche Alessio Bartolomei (Pistoia Futura), che esulta per la tenuta del centrodestra a livello nazionale e in Valdinievole, dove il No ha prevalso. «Ma Pistoia – rileva – si conferma regno di un conformismo disarmante».

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di Redazione web