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Pistoia

Peculato, nuova accusa per Mazzanti

Peculato, nuova accusa per Mazzanti

Il pm Di Vizio gli contesta l’uso illegittimo a fini personali del cellulare di servizio

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QUARRATA. Ha suscitato vasta eco a Quarrata la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per il sindaco Marco Mazzanti e altri 8 indagati, tra i quali alcuni funzionari del Comune, il presidente e il dirigente del Cis Edoardo Franceschi e Graziano Tesi, nonché per due presidenti della Cooperativa noleggiatori pistoiesi e per la presidente della cooperativa sociale L’Orizzonte Anna Goretti.

Il sostituto procuratore Fabio Di Vizio ha chiesto il giudizio al termine di una complessa inchiesta portata avanti su un doppio fronte per quasi due anni dai carabinieri di Quarrata. Indagati per presunte proroghe illegittime dei contratti di alcuni servizi comunali i dirigenti Maria Alessandra Tofani, Alessandro Landini, Carla Boschi, i presidenti della Cnp Marco Fedi e Lorenzo Ancillotti, e Anna Goretti. Landini, Tofani, Boschi e Goretti sono indati anche per il reato di turbata libertà degli incanti. Con l’accusa di voto di scambio è stato chiesto il giudizio per Franceschi, Mazzanti e Tesi. Nella sua veste di pubblico ufficiale Mazzanti è accusato anche del reato di corruzione elettorale (per ottenere il voto a favore di Fratoni e Niccolai, nel 2015 avrebbe promesso la nomina come scrutatori ai seggi a tre persone). Mazzanti deve rispondere anche di abuso d’ufficio.

Ma non è finita qui. Dalle intercettazioni telefoniche passate al setaccio dai carabinieri di Quarrata, un'altra accusa è emersa nei confronti del sindaco Marco Mazzanti: quella di peculato. Al primo cittadino il pm Di Vizio contesta di aver utilizzato illegittimamente per fini personali il cellulare di servizio, fra il 23 aprile e il 20 giugno 2015. Nel dettaglio, "al di fuori dei casi d'urgenza e di specifiche e legittime autorizzazioni", avrebbe effettuato, "arrecando un danno apprezzabile al patrimonio della Pubblica amministrazione", 106 telefonate della durata complessiva di 3 ore, 7 minuti e 31 secondi. Soltanto 4 invece gli sms contestati.

A breve sarà fissata la data dell’udienza preliminare, al termine della quale il giudice deciderà se mandare o meno sotto processo gli imputati.

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