Gioco
"Un tampone al naso per fermare l'emorragia, ma a Careggi l'hanno operata d'urgenza"
Rossella Colò racconta quanto avvenuto a un'anziana familiare: a Pistoia non hanno capito il problema
PISTOIA. Su e giù dalla montagna all'ospedale San Jacopo per dieci giorni. A Pistoia "curata" per una presunta emorragia al naso con un tampone, a Careggi operata d'urgenza. E' il racconto-denuncia di quanto avvenuto a una familiare ultrasettantenne da parte di Rossella Colò, ex assessore al Comune di Cutigliano.
Pubblichiamo l'intervento ricevuto dalla signora Colò: "Per sanità d’iniziativa si intende un modello assistenziale di gestione delle malattie croniche che non aspetta il cittadino in ospedale, ma gli “va incontro” prima che le patologie insorgano o si aggravino, garantendo quindi al paziente interventi adeguati e differenziati in rapporto al livello di rischio, puntando anche sulla prevenzione e sull’educazione. La sanità d'iniziativa costituisce uno dei nuovi modelli assistenziali della sanità toscana: il riferimento è il Chronic Care Model, che si basa sull’interazione proficua tra il paziente (reso più informato con opportuni interventi di formazione e addestramento) ed i medici, infermieri e operatori sociosanitari. Un'anziana signora, sostanzialmente in buona salute, ma con svariate patologie importanti, ha un' emorragia dal naso che dopo giorni non si vuole arrestare. La signora vive in montagna, va quindi al punto di Primo soccorso del potenziato ospedale Pacini di San Marcello Pistoiese. Qui non le viene fatto niente, ma viene dirottata verso il prestigioso San Jacopo di Pistoia.
Altroché se bisogna averne di santi in Paradiso quando ci si ammala... Primo giorno presso l'ambulatorio specialistico non le viene fatto niente. Secondo giorno presso lo stesso ambulatorio le viene messo un tampone nel naso, sera dello stesso giorno ritorna al pronto soccorso di Pistoia e non le viene fatto niente. Idem la mattina dopo. Fatevi voi un calcolo dei chilometri di agevole strada percorsi in una condizione di evidente disagio fisico. Finalmente dopo circa una settimana viene risolto il problema dell'emorragia, ma della schiera infinita di medici che l' hanno vista non uno solo si è posto il problema del perché si sia verificato ciò. Non le è neanche mai stata misurata la pressione, non è neanche stata informata sui possibili rischi, sulle eventuali implicazioni che potevano esserci. Il medico curante le ha prescritto un prelievo di sangue a domicilio essendo lei debilitata, e alla risposta che si poteva fare dopo giorni e giorni causa carenza di infermiere, solo una sonora scenata con supporto di inevitabile turpiloquio ha fatto sì che venissero nel giro di un giorno. Poi la situazione è precipitata, e ora la signora è a Careggi, curata con scrupolo. Ora io punto il dito contro questo sistema inetto, incivile e disumano che non ha alcuna considerazione dell'essere debole che ha di fronte, che forgia definizioni vuote come "sanità d'iniziativa ", per non parlare del ridicolo ricorso a terminologia anglosassone, quando non è in grado di gestire situazioni che anche un bambino che gioca all' allegro chirurgo sarebbe stato in grado di individuare. Ma punto il dito anche contro i singoli medici che si prestano a questo gioco al massacro, a questo stillicidio quotidiano, che smarriti nei meandri di una burocrazia bloccata e bloccante rinnegano il loro giuramento senza fare una piega".
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