Proteste
Gravidanza a rischio, esclusa dal concorso
Solo l'intervento della consigliera provinciale di Parità, Chiara Mazzeo di Pistoia, ha permesso ad una professionista di essere riammessa alla prova orale per un posto in una partecipata comunale
PISTOIA. L’articolo 5 del bando prevedeva che chi, dei partecipanti, pur avendo i titoli non si presentava al colloquio orale, non avrebbe avuto diritto a partecipare alla selezione finale per la copertura del posto nella partecipata comunale. Si tratta di una prestazione part time professionale per un avvocato. Il bando non aveva previsto però un eventuale caso di sopraggiunta impossibilità per motivi di “salute”. Ed è stato così che un’avvocata si è trovata esclusa dal colloquio orale dopo essere entrata nella graduatoria per titoli stilata dalla commissione della partecipata comunale. L’impossibilità per la professionista era derivata da una gravidanza a rischio, con i medici che le avevano assolutamente proibito di uscire di casa. Con una mail la commissione le ha comunicato la esclusione dal concorso.
E qui è scattato il ricorso, ad occuparsi del caso è intervenuta l’avvocata Chiara Mazzeo in qualità di consigliera provinciale di Parità che è riuscita a sbrogliare la situazione e a far riammettere al colloquio la professionista. “La professionista aveva inviato la documentazione medica che attestava la sua impossibilità a presentarsi al colloquio a causa della gravidanza a rischio – racconta l’avvocata Mazzeo – Inoltre aveva anche specificato che era disponibile a fare il colloquio in forma diversa, magari con un’audioconferenza. Quindi era intenzionata a fare la prova e la sua assenza era dettata solo dallo stato di gravidanza a rischio. La sua esclusione sarebbe stata una ennesima discriminazione verso le donne, per fortuna il mio intervento lo ha evitato e so che è stata riammessa. Non so poi come è andata a finire, ovvero se le è stato assegnato l’incarico oppure è stato preferito un altro concorrente”.
L’episodio risale ai primi giorni di questo mese ed è già stato tutto risolto ma, la consigliera provinciale Parità tiene a sottolineare quanto tutt’oggi sia ancora difficile per le donne conciliare il ruolo di madre col lavoro e la carriera. Una discriminazione che purtroppo avviene, a giudicare da questo caso, anche negli enti pubblici.
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