Il Tirreno

Pistoia

Diverbio in piazza il Comitato per il no denuncia il sindaco

Diverbio in piazza il Comitato per il no denuncia il sindaco

Esposto contro Betti alla procura e alla prefettura di Pistoia L’avvocato Santoni: le autorità valutino quanto accaduto

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MONTALE. Una denuncia-esposto alla procura della Repubblica di Pistoia e alla prefettura territoriale per rappresentare quanto avvenuto domenica 13 novembre in piazza Matteotti a Montale, in occasione del volantinaggio a favore del "no" al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. È questa l’azione messa in campo dai membri del Comitato per il “no”, che pochi giorni fa avevano annunciato di voler andare fino in fondo, dopo i fatti che si sono svolti nel centro del paese tra i loro volontari, intenti a distribuire i propri volantini, e il sindaco Ferdinando Betti, presente al banchino dei sostenitori del “si”, allestito nella stessa piazza.

Secondo la ricostruzione fornita nei giorni scorsi dagli esponenti del Comitato per il “no”, mentre era in corso la distribuzione di volantini in piazza, il sindaco è intervenuto interrompendo la loro attività, avvicinandosi ad un loro militante "apostrofandolo davanti ai cittadini e in modo brusco". Il sindaco ha poi richiesto l'intervento di un vigile urbano per verificare se l'iniziativa dei sostenitori del "no" fosse stata preventivamente comunicata. Sindaco, che, la scorsa settimana, ha fornito la propria versione dei fatti. «Non ho mai usato espressioni come "fuorilegge" – ha spiegato Betti - ho chiamato il vigile solamente per verificare se avessero fatto richiesta preventiva all’ufficio elettorale. Non è che ci sia l’obbligo, però da anni a Montale c’è un disciplinare che regola queste iniziative. Se si sta fermi in un posto, non è volantinaggio itinerante».

I rappresentanti del Comitato per il “no”, dopo aver ottenuto un primo parere legale in merito alla vicenda, si sono affidati all’avvocato Letizia Santoni del Foro di Pistoia e, mercoledì 23 novembre, hanno depositato un esposto sia in Procura che in Prefettura. “Tengo a precisare – specifica l’avvocato Santoni – che non è stata sporta querela verso nessuno. L’intento non è quello di querelare qualcuno, ma di portare a conoscenza della procura e della prefettura quanto avvenuto il 13 novembre, per rimettersi, poi, alle valutazioni e al giudizio degli organi competenti. Il volantinaggio a mano senza postazioni fisse è un’attività libera. Nell’ultima circolare, la disciplina vigente, sembra consentire la distribuzione. In piazza non c’era nessun banchino del Comitato per il "no" e non c’era nessuna manifestazione in corso. Quello che ci auguriamo – conclude Santoni – è che questo rimanga un episodio isolato».

“La via giudiziaria – scrivono in un comunicato gli esponenti del Comitato per il “no” di Montale – si è resa necessaria per ristabilire non solo la verità dei fatti, ma anche per ripristinare la legalità in un paese in cui il primo cittadino, che dovrebbe essere garante delle istituzioni e massimo difensore della democrazia, si permette di interrompere un’attività perfettamente legale e garantita dalla Costituzione. Da cittadini, da militanti, da vittime di un’istituzione orma i incapace di rappresentare la totalità della cittadinanza, né di far rispettare le più elementari norme democratiche, confidiamo oggi nella giustizia affinché intervenga a ristabilire la legalità".

Tommaso Artioli

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