La protesta
Raccolte 1.750 firme per chiudere il Cassero
CASALGUIDI. Una petizione firmata da 1750 cittadini per giungere alla chiusura definitiva della discarica del Cassero. È questa l'ultima iniziativa a sostegno della battaglia che sta portando avanti...
CASALGUIDI. Una petizione firmata da 1750 cittadini per giungere alla chiusura definitiva della discarica del Cassero. È questa l'ultima iniziativa a sostegno della battaglia che sta portando avanti il Comitato “No Cassero”, dopo l'incendio che si è sviluppato nell’area dell’impianto lo scorso 4 luglio.
La richiesta di chiusura del sito di stoccaggio dei rifiuti, già avanzata a settembre, nella quale si richiamava l’articolo 12 del decreto legislativo 36 del 2003 (“Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti”) è adesso rafforzata dalle 1750 firme a sostegno della petizione.
Documento, fanno sapere dal Comitato, che è stato sottoscritto da cittadini residenti non solo a Casalguidi, a Cantagrillo e nei confini del Comune di Serravalle, ma anche nei territori limitrofi. Secondo il decreto legislativo richiamato, ricordano i promotori dell'iniziativa, la procedura di chiusura della discarica o di una sua parte, può essere avviata sulla base di specifico provvedimento conseguente a gravi motivi, tali da provocare danni all'ambiente e alla salute, ad iniziativa dell'ente competente per territorio.
«Si tratta di un'ipotesi, quella relativa alla chiusura del Cassero - spiega intanto il sindaco di Serravalle Patrizio Mungai - alla quale non ho ancora mai pensato. La discarica ha riaperto ed è in funzione. Non credo possa essere presa in considerazione una richiesta del genere». Allo scopo di consegnare direttamente al primo cittadino le firme raccolte a sostegno della petizione, il Comitato “No Cassero” ha organizzato per la mattina di sabato 26 novembre una conferenza stampa al circolo arci di Cantagrillo, alla quale è stato invitato anche il sindaco. Nell'occasione verranno ribadite ed illustrate nello specifico le motivazioni alla base della richiesta.
Tommaso Artioli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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