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Pistoia

“Precari preistorici” in piazza a Pistoia per il contratto

Il presidio davanti alla prefettura di piazza del Duomo (foto Gori)
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Il presidio davanti alla prefettura di piazza del Duomo (foto Gori)

I dipendenti del Centro per l’impiego manifestano sotto il Palazzo del governo e incontrano il prefetto

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PISTOIA. Un presidio di un’ora sotto la Prefettura, in piazza del Duomo, e poi, nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 23 novembre, l’incontro con il prefetto Angelo Ciuni, al quale hanno consegnato un documento riassuntivo della loro situazione da “precari preistorici”, che sarà inviato al governo. Si tratta dei 38 lavoratori, in maggioranza donne, dei Centri per l’impiego della Provincia di Pistoia che, fino a venerdì 25, rimarranno in assemblea permanente, bloccando i servizi dei loro uffici.

Il motivo? Il loro contratto a tempo determinato scade il 31 dicembre ma ancora non hanno notizie certe su un’eventuale proroga, che comunque sarebbe annuale. È il secondo anno consecutivo che vivono la stessa situazione di incertezza, dopo la riforma Delrio. Nel 2015 la firma della proroga per il 2016 arrivò il 30 dicembre, dopo settimane di assemblee e incontri.

«Quella dei Centri per l’impiego – spiega Silvia Biagini, segretaria Funzione pubblica Cgil – è una situazione paradossale. I dipendenti, dopo la riforma Delrio sono rimasti in capo alla Provincia (ente in via di superamento, ndr), ma la gestione del servizio lavoro è passata all’assessorato al Lavoro della Regione».

Di qui, le difficoltà gestionali per il rinnovo del contratto che, di norma, spetterebbe alla Provincia, che però non può farlo perché ha sforato il patto di stabilità, determinando il blocco delle assunzioni. Il governo, comunque, - come assicurato dagli onorevoli Pd Caterina Bini ed Edoardo Fanucci nell’assemblea con i lavoratori della scorsa settimana – destinerà 220 milioni ai Centri per l’impiego di tutta Italia, con una fetta di 20 milioni per la Toscana. A cui dovrebbero aggiungersi altri 20 milioni del Fondo sociale europeo già nelle casse della Regione. Risorse che però non possono ancora essere utilizzate perché manca una norma, a livello nazionale, che autorizzi la proroga dei contratti dei lavoratori ancora in capo alla Provincia.

«Oltre al danno la beffa – aggiunge Biagini – Questi lavoratori sono vincitori di un concorso del 2008 che prevedeva un contratto a tempo determinato di sette anni. Poi, maturati gli anni di lavoro, sarebbe dovuta scattare l’assunzione definitiva. Nel 2015, però, la Delrio ha bloccato tutto».

«Il timore più grosso – commenta Paola Carradori, delegata Rsu Cgil – è però per l’intero servizio svolto dai Centri per l’impiego. Un servizio che la riforma costituzionale, in caso di vittoria del sì al referendum riporterebbe allo Stato. Il quale potrebbe decidere di esternalizzare tutti i servizi. Il che significherebbe la chiusura dei Centri per l’impiego».

Per venerdì 25 è previsto un presidio sotto la Prefettura di Firenze, insieme ai dipendenti dei Centri per l’impiego fiorentini.

Valentina Vettori

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