Sicurezza
Area pedonale, 5 anni per quadruplicarla
Alla fine Pistoia avrà una dotazione record di spazi liberati dalle auto
Una marea di aree pedonali, un vero tsunami che, anno dopo anno a partire dal 2016 per finire al 2020, dovrà cambiare volto alla città, centro storico e immediati dintorni. Questa è forse la caratteristica più marcata della proposta di Pums, il Piano urbano per la mobilità sostenibile sul quale si sta per avviare la discussione in consiglio comunale. Un documento che la giunta Bertinelli ha presentato nei 5 incontri pubblici svoltisi da settembre a fine ottobre, ma che adesso si può sfogliare con calma scaricandolo dal sito web di Palazzo di Giano. Scorrendolo, il Pums (che, lo ricordiamo, è stato elaborato dall’agenzia specializzata Tps di Perugia), si ritrovano le previsioni già ben note, dall’aumento dei parcheggi allo sviluppo delle piste ciclabili, alla diffusione delle zone 30, alle scelte su via Salvo D’Acquisto, viale Adua, viale Frosini e così via. A corredo, la Tps ha inserito delle tabelle che fotografano la situazione di Pistoia adesso e a Pums interamente applicato, rispetto anche ad alcune città di riferimento (Parma, Ferrara, Bologna e Firenze).
E proprio il capitolo dedicato alle pedonalizzazioni riporta numeri eloquenti. Attualmente le aree pedonali a Pistoia coprono una superficie di 25.711 metri quadri, 28 ogni 100 abitanti. Per gli standard correnti non è neanche poco: proprio la tabella del piano fa vedere che, ad esempio, Parma ha 81,8 metri quadri per 100 abitanti, ma Ferrara si ferma sulla soglia dei 28, e se Firenze arriva a 106,3 metri quadri, Bologna non si avvicina neanche ai dieci.
Ebbene, il piano della giunta Bertinelli, se sarà approvato negli attuali termini dal consiglio comunale, porterà Pistoia in cinque anni (nel 2020) a ben 124.286 metri quadri di zona pedonale, 137 ogni 100 abitanti, battendo di gran lunga anche Firenze. Fedele all’idea di Pistoia città di ridotte dimensioni, che in 10 minuti si attraversa a piedi, e che quindi deve prima di tutto puntare sulla mobilità dolce.
Come? Lo si può vedere nella tabella a fianco: ogni anno il piano prevede l’apertura di nuove zone pedonali, già a partire dal 2016 con piazza Spirito Santo (i lavori però sono in ritardo) e piazza Garibaldi. È un programma che va accelerando di anno in anno: nel 2018, ad esempio, è previsto il vero salto di qualità, con la pedonalizzazione dell’asse stazione ferroviaria-Globo (attraverso via XX Settembre e via Vannucci). Oltre all’apertura delle nuove aree pedonali in vie e piazze già esistenti, poi, c’è da considerare che nasceranno già interamente pedonali sia il quartiere San Giorgio - ex Breda sia quello che prenderà il posto del vecchio Ceppo.
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