Il Tirreno

Pistoia

Cresce a Pistoia l’invasione dei rifiuti tessili abusivi

di Fabio Calamati
Cresce a Pistoia l’invasione dei rifiuti tessili abusivi

Publiambiente stima 80-100 tonnellate al mese di sacchi dal distretto di Prato. E il sindaco invoca polizia e carabinieri

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PISTOIA. La situazione è grave e sta peggiorando, tanto da spingere il Comune di Pistoia a chiedere l’aiuto delle forze dell’ordine. L’argomento è la lotta all’abbandono fuorilegge degli scarti tessili nei cassonetti della spazzatura. Un fenomeno conosciuto da tempo, contro il quale sono stati segnati anche importanti successi, ma che non sono bastati a rallentare l’ondata di scarti tessili provenienti dal distretto pratese, che ogni giorno invade decine e decine di cassonetti in comune di Pistoia. Le cifre del fenomeno fanno paura: secondo le stime di Publiambiente, si tratta di 80-100 tonnellate di scarti al mese.

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Se ne è parlato all’inizio del consiglio comunale di lunedì 21 novembre e il sindaco Bertinelli ha reso pubblica una lettera inviata al prefetto Angelo Ciuni per lanciare di nuovo l’allarme sul fenomeno e chiedere la collaborazione delle forze dell’ordine, nel contrasto di un fenomeno la cui ampiezza crescente rende inadeguate le forze del Comune di Pistoia, che può contare solo sui suoi vigili urbani, e quelle di Publiambiente, che più di tanto non possono fare.

Secondo il sindaco il fenomeno dell’abbandono degli scarti edili e soprattutto di quelli tessili è evidentemente in mano ad una organizzazione, e riguarda non solo aziende cinesi ma anche italiane. Ormai ben conosciuto il modo di operare: mezzi furgonati seguono quelli di Publiambiente, soprattutto nelle ore del primo mattino, e subito dopo che i secondi hanno svuotato i cassonetti, arrivano loro a riempirli di scarti tessili che i produttori sarebbero tenuti a smaltire ricorrendo a ditte specializzate (e, presumibilmente, assai più costose). Invece così i cittadini pistoiesi pagano due volte: la prima, perché trovano i loro cassonetti occupati, la seconda perché lo svuotamento e lo smaltimento dei residui tessili lo svolge Publiambiente, che si ritrova dei costi appesantiti, i quali finiscono inevitabilmente per pesare sulle tariffe applicate.

Bertinelli ha ricordato che alcuni successi sono stati conseguiti: identificazioni, denunce, sequestri di tre furgoni a giugno. Ma il fenomeno, come detto, cresce: alle aree di confine, come Bottegone, Chiazzano o Badia, si stanno aggiungendo Pontenuovo, Sant’Agostino, Santomoro, Bussotto: insomma, viene coinvolta la città e la sua fascia collinare.

Non solo: il Comune aveva schierato anche nuovi mezzi contro i conferimenti abusivi, come le telecamere di sorveglianza. Ebbene, due di queste sono state rubate, in via Boschereccia e via Vecchia Fiorentina. Quelle che rimangono, spesso non sono di molto aiuto per le condizioni di scarsa illuminazione in cui sono costrette ad operare. Di qui la richiesta di collaborazione da parte delle forze dell’ordine. Sindaco e prefetto ne parleranno presto in un vertice che farà il punto anche sugli altri temi del protocollo sulla sicurezza urbana. «Facciamo controlli quotidiani, anche appostamenti in borghese – ha riassunto il sindaco – facciamo denunce, sequestriamo mezzi, ora chiediamo anche l’aiuto delle forze dell’ordine. Ci manca solo l’esercito, ma non escludo di chiederne l’intervento».

Il tema era stato sollevato (e non è la prima volta, in consiglio comunale) dal consigliere dei 5 Stelle Giorgi, al cui intervento sono seguiti quelli di Betti (Pistoia spirito libero), Patanè (Pistoria 1117), Mazzanti (Pd) e Sabella (Forza Italia).

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