Il Tirreno

Pistoia

Nottata di paura lungo argini e fossi

Nottata di paura lungo argini e fossi

Vigili del fuoco e protezione civile in azione con idrovore e sacchi di sabbia. A Quarrata minacciato un allevamento

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PISTOIA. Nottata di apprensione anche a Pistoia e nella Piana per l’allerta meteo per pioggie intense e temporali. Tanti gli interventi, anche da parte dei vigili del fuoco, ma non si sono verificate situazioni di particolare emergenza, a parte l’allagamento di alcuni sottopassi, come quello di Bonelle della A11, e di numerosi scantinati.

In piena la Brana, nella zona dei cimiteri comunali, mentre l'Ombrone, alla stazione idrometrica di Pontelungo, nella notte ha raggiunto il livello di 169 centimetri, scendendo poi alle 10 di ieri a quota 143.

Per monitorare la situazione, da venerdì gli operai del cantiere comunale e il personale delle associazioni di volontariato, coordinati dalla Protezione civile comunale, sono stati presenti su tutto il territorio comunale.

A partire dalle 21 di venerdì sono stati effettuati interventi – sempre da parte del personale del cantiere – per chiudere alcune strade a rischio allagamento e la via Lungo Brana a Badia a Pacciana, interessata dall’esondazione della Brana.

Interventi sono stati eseguiti nella notte a Case Soldi, via di Montechiaro, San Pierino Casa al Vescovo, Fallita, San Pantaleo, Torbecchia, Badia in via Lungo Brana, via Vergine dei Bracciolini Sottopasso di Bonelle, Case Soldi, via di Montechiaro. In particolare in alcune di queste località sono state utilizzate idrovore per svuotare dall'acqua piazzali davanti a fabbricati e in via precauzionale le abitazioni sono state dotate di sacchi di sabbia.

Venerdì sera è stata inoltre chiusa via dei Cimiteri, nei pressi del cimitero comunale, in via precauzionale, a causa del livello della Brana, che non è comunque uscita dall'alveo. Nella mattinata di ieri la strada è stata riaperta.

Nella zona di Chiazzano si è verificato un leggero allagamento di un breve tratto di via Vecchia Pratese – all'altezza del circolo Mcl – che non ha causato problemi alle abitazioni.

Nella mattinata di ieri gli interventi del personale della protezione civile si sono concentrati prevalentemente in collina e in montagna, per frane e smottamenti in località Case Botto, Corbezzi, Sarripoli, Case Geri, Gello e Villa di Piteccio.

L’evento meteorologico è stato caratterizzato da pioggia molto forte in montagna. Questo ha gravato sul reticolo idraulico maggiore, nel quale il livello dell’acqua si è alzato rapidamente ancor prima che i fossi minori. I livelli dell’acqua di Ombrone, Brana e Stella sono infatti saliti rapidamente facendo chiudere molte portelle dei fossi laterali, che per fortuna in pianura erano vuoti e defluivano nel piccolo reticolo idraulico. Anche per questo la protezione civile del Comune ha subito allertato il Consorzio di Bonifica Medio Valdarno e il Genio civile al fine di monitorare gli argini.

Intanto proseguono gli interventi di ripulitura dei fossi, delle cunette e cigli stradali avviati a metà settembre per garantire il regolare deflusso delle acque. Si tratta di oltre 15 chilometri di strade comunali per un investimento di 20.000 euro. Si tratta di interventi programmati dall’amministrazione comunale annualmente, per quanto di sua competenza, per assestare in via preventiva i corsi d’acqua e migliorare la sicurezza degli abitati circostanti. Interessate da questi interventi, tra le altre, le zone di Bottegone e via Vecchia di Sant'Agostino, via Bure Vecchia, via Croce e Acqualunga, via san Sebastiano, via San Martino, via del Crociale e al Chiodo.

Allevamento a rischio. Mattinata di apprensione si sono vissuti nella giornata di ieri in via del Falchero, a Quarrata, dove l’acqua ha invaso la strada minacciando un allevamento di trecento pecore. Sul posto sono intervenuti anche i volontari di Legambiente.

«Come Legambiente Quarrata – spiega il presidente Daniele Manetti – siamo stati chiamati dal signor Remo Paccagnini e da sua figlia Sabrina, che fanno i pastori e hanno oltre 300 pecore. Via del Falchero è finita sott’acqua, quasi mezzo metro, e la ditta è rimasta isolata. Nel 2000 l'acqua arrivò a lambire il capannone. Nei prossimi giorni richiederemo, in clima di collaborazione e partecipazione, un incontro con l'assessore Gabriele Romiti per affrontare questa grossa problematica».

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