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«Quest’occasione non è del sindaco»

«Quest’occasione non è del sindaco»

Pistoia Domani attacca: scelte non condivise e poca trasparenza

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PISTOIA. «Pistoia capitale della cultura non è roba del sindaco». Il giorno dopo la diffusione del logo che per tutto il 2017 accompagnerà le iniziative pistoiesi, il gruppo consiliare di Pistoia Domani torna sull’argomento con una conferenza stampa dalla quale partono attacchi frontali all’organizzazione di Pistoia capitale e in particolare, ovviamente, al sindaco Samuele Bertinelli. Colpevole, quest’ultimo, di decidere tutto (o quasi) in compagnia di pochi eletti (vale a dire il comitato promotore dell’evento), senza confrontarsi con la città. «Insomma, ancora una volta l’amministrazione comunale esclude e non include» sintetizza la capogruppo Margherita Semplici.

I quattro di Pistoia Domani (ci sono anche Alessandro Capecchi, Alessandro Tomasi e Stefano Gallacci) precisano che anche secondo loro l’anno da capitale della cultura è una grande occasione per la città, che deve essere sfruttata al meglio. Ma proprio per questo tante scelte non risultano comprensibili. Come il non aver invitato nessun rappresentante del consiglio comunale alla presentazione del logo, come il tenere all’oscuro l’intera assemblea degli eletti sulle scelte per il programma del 2017 e sui criteri di selezione degli eventi collaterali.

La presentazione del logo, con la scarica di critiche che ne è seguita (da specialisti del settore come Oliviero Toscani a tanti pistoiesi che si sono sfogati sui social), è stata però la classica goccia. «Avevamo proposto – ricorda Alessandro Tomasi – che la commissione si limitasse a selezionare 3-4 proposte e che poi fossero i pistoiesi a scegliere, grazie alla piattaforma della Regione. Non ci hanno neanche risposto».

Tutti e quattro i consiglieri insistono sul grande disagio che provano non venendo informati in alcun modo sulle decisioni che vengono prese. Disagio che, dicono, è condivido dai consiglieri di maggioranza, che sono tenuti all’oscuro anche loro. «Mi stupisco che la presidente della commissione cultura, Rosalia Billero (Rifondazione comunista, ndr) non dica nulla – sbotta Stefano Gallacci – ma a lei evidentemente è bastato mettere un suo esponente (Stefano Cristiano, ndr) a Publiacqua, per contentarsi».

Secondo Pistoia Domani, molti dei problemi nascono dalla volontà del sindaco di sfruttare a fini elettorali l’anno da capitale della cultura. «Solo una commissione politicamente orientata come quella del Ministero – dice Alessandro Capecchi – poteva scegliere come capitale della cultura l’unica città tra le 10 candidate in cui nel 2017 si votava. E la gestione del sindaco, tutta accentrata, conferma la tesi».

E poi c’è un problema di trasparenza. «Il comitato promotore doveva già da tempo essere sostituito da un comitato organizzatore. Dove potevano siedere non consiglieri comunali ma loro rappresentanti, visto anche che sull’operazione circolano tanti soldi e all’interno continua ad esserci una banca privata (la Caripit-Intesa Sanpaolo, ndr). Invece non lo si è fatto e quando chiediamo i verbali delle riunioni, non ce li danno».

Fabio Calamati

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