Il Tirreno

Pistoia

CENTRI PER L’IMPIEGO

Parlamentari e consiglieri non fugano le preoccupazioni

di Valentina Vettori

PISTOIA. «Per il rinnovo dei contratti a tempo determinato dei Centri per l’impiego italiani la legge di bilancio del Governo mette in campo 220 milioni. Fondi che al momento non possono essere...

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PISTOIA. «Per il rinnovo dei contratti a tempo determinato dei Centri per l’impiego italiani la legge di bilancio del Governo mette in campo 220 milioni. Fondi che al momento non possono essere utilizzati perché manca una norma nazionale che ne permetta l’uso. La norma è in via di discussione in commissione bilancio del Parlamento. Siamo consci che i tempi sono stretti, ma questo al momento è tutto quello che sappiamo». Risponde così l’onorevole Pd Caterina Bini ai lavoratori dei Centri per l’impiego della Provincia di Pistoia che, il 31 dicembre prossimo, vedranno scadere i loro contratti. Con lei l’onorevole Edoardo Fanucci e i consiglieri regionali Marco Niccolai e Massimo Baldi. I 39 dipendenti, “precari preistorici” dei Centri per l'impiego, si sono riuniti ieri in assemblea a Palazzo Balì. A loro fianco un’altra quarantina di dipendenti, a tempo indeterminato, che temono per il futuro del servizio dei Centri. Il timore? Che il lavoro che svolgono finisca per essere appaltato ad agenzie private. I Centri per l’impiego, da quasi due anni, sono al centro di una fase di transizione determinata dalla riforma delle Province, che prevede il superamento di queste ultime. I dipendenti dei Centri sono rimasti in carico alla Provincia, ma il servizio erogato è passato alla Regione. La Regione ha a disposizione 20 milioni del Fondo sociale europeo da utilizzare per i lavoratori, ma i 39 contratti in scadenza il 31 dicembre devono essere prorogati dalla Provincia. L’ente, però, non ha modo di farlo perché ha sforato il patto di stabilità e non può procedere a nuove assunzioni (anche se si tratta di proroghe annuali di contratti in essere), inoltre perché il servizio è gestito dalla Regione. Serve, dunque, una norma nazionale che permetta di superare l’empasse e arrivare alla firma dei rinnovi. A provare a tranquillizzare gli animi, almeno sul futuro dei Centri, ci provano i consiglieri regionali Pd Marco Niccolai e Massimo Baldi. «Per il 2017 – dice Niccolai – la gestione rimarrà alla Regione, e sarà garantita la continuità dei servizi». È indubbio, però, aggiunge Baldi «che il futuro dei servizi sarà determinato dall’esito del referendum costituzionale». In caso di vittoria del Sì, infatti, nel ridisegno delle competenze Stato-Regioni, il lavoro passa allo Stato. Aspetto, quest’ultimo, che intimorisce i dipendenti per lo spettro di una scelta di esternalizzare i servizi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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