Il Tirreno

Pistoia

Aziende col vento in poppa Pistoia corre più di tutti

Federica Landucci, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord
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Federica Landucci, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord

Pistoia, positivi i dati di Confindustria sulla produzione nel terzo trimestre dell’anno. Landucci: "Ottimi risultati nonostante infrastrutture e banche che ci penalizzano"

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PISTOIA. Per una volta sono le aziende della provincia di Pistoia a condurre la danza nei dati congiunturali di Confindustria Toscana Nord, l’area che comprende anche le province di Prato e Lucca.

La variazione della produzione industriale nel terzo trimestre 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015 per Pistoia è risultata infatti decisamente positiva, con un progresso pari a +1,6%. Un dato che spicca, accanto al -0,3% fatto segnare dalla Toscana Nord.

A livello settoriale si evidenzia la crescita del settore metalmeccanico, con un ottimo +6,7%; bene anche cuoio e calzature a +5,2% e materiali da costruzione, chimica e plastica a +0,8%. Il settore cartario con +3,6% conferma il dato positivo di Lucca. In rallentamento invece l'industria alimentare (-0,7%), il settore abbigliamento e maglieria (-2,5%), il tessile (-4,6%) e il mobile (-9,8%).

“In definitiva – si legge nella nota dell’Ufficio studi Confindustria Toscana Nord – l'attività produttiva ha visto una lenta ma costante accelerazione durante i primi 9 mesi del 2016, in ulteriore recupero rispetto ad un 2015 già generalmente positivo, ma trascorso con risultati inferiori alla media dell'area. L'incremento del 3° trimestre è andato anche oltre il dato nazionale dello stesso periodo. La ripresa della produzione è stata sostenuta dalla migliore intonazione degli ordini esteri, che però sono cresciuti in misura limitata, e soprattutto dall'accelerazione della componente interna”.

Il commento della vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Federica Landucci : "Il sistema paese non ci aiuta, e Pistoia non è certo un'isola felice in un panorama difficile: un sistema infrastrutturale che nel tempo non è stato adeguato; una pubblica amministrazione che ha tempi di risposta non congruenti con le necessità delle imprese; il sistema bancario che, nelle riorganizzazioni a cui si sta sottoponendo, non ha ancora posto al centro la facilitazione dei rapporti con le imprese. Sono elementi che molte volte abbiamo denunciato, e di cui sinceramente non vediamo una vera svolta”.

“Per questo motivo – continua Landucci – è maggiore la soddisfazione quando osserviamo le performance delle nostre aziende, soprattutto di quelle fortemente orientate verso mercati stranieri e dove l'apporto della tecnologia e della ricerca è maggiore".

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