Sicurezza
Sempre meno poliziotti e sempre più vecchi
Pistoia, grido di allarme del sindacato Sap davanti al crescere dei reati e dei compiti e al diminuire delle risorse per garantire la sicurezza
PISTOIA. Da una parte i reati denunciati che negli ultimi anni sono aumentati, dall’altra la speculare diminuzione del numero di poliziotti, arrivato ad essere, nella nostra provincia, «appena sufficiente per la normale amministrazione». A lanciare il grido d’allarme è il sindacato di polizia Sap.
«Allo stato attuale – denuncia il segretario provinciale Andrea Carobbi Corso – la provincia di Pistoia, a parere della nostra organizzazione , è carente di almeno 30/40 poliziotti. Cifra che forse in altre realtà d'Italia potrebbe essere quasi irrilevante, ma che nel nostro territorio si traduce in meno pattuglie, meno controlli, meno repressione. Il tutto a discapito della sicurezza dei cittadini».
In provincia di Pistoia sono in servizio attualmente poco più di 300 poliziotti, divisi tra le diverse specialità, chiamati a garantire la sicurezza in un territorio che va da Abetone, a Pescia, a Pistoia.
«In passato – prosegue Carobbi Corso – il Sal pistoiese aveva segnalato la preoccupante ascesa della provincia di Pistoia nell'annuale classifica riguardante i reati denunciati. Nel giro di pochi anni, è purtroppo giunta, così come altre province della Toscana, nella parte alta di detta classifica, come attesta l'ultima statistica nota, che vede Pistoia al 26° posto. Già solo questo dato basterebbe a far comprendere come la nostra provincia non sia un'isola felice, ma ciò non basta; infatti, quello che allarma ancora di più, è la tipologia di questi reati, prevalentemente di tipo predatorio e connotati, basta leggere le recenti cronache di stampa, da efferatezza e violenza spesso inaudita.La situazione è ancora più preoccupante se si pensa a quali siano le risorse di cui si dispone per fronteggiare questa dilagante criminalità».
Il segretario del Sap spiega come il numero di poliziotti pistoiesi sia destinato a diminuire ancora.
«Nel corso degli ultimi anni, costantemente ogni anno – spiega – il numero dei poliziotti trasferiti ad altre sedi e/o andati in pensione è stato sempre maggiore di quelli assegnati a Pistoia. Indicativo è il dato inerente il ruolo degli ispettori, che può essere usato come termine di paragone per comprendere la grave carenza di personale: negli ultimi 10 anni, quasi 30 ispettori in tutta la provincia sono stati messi in quiescenza e per contro ne sono stati assegnati soltanto 2. E la situazione è destinata ad aggravarsi a causa del mancato turn over».
Il problema, secondo il Sap, si avverte in maniera esponenziale nei commissariati di Montecatini e di Pescia, chiamati a fronteggiare le particolari esigenze di ordine pubblico e sicurezza che quel territorio, per le peculiarità che presenta.«A tutto ciò si aggiunga anche che l'età media degli operatori di polizia è di circa 50 anni. Ciò si riflette sull'esito e l'operatività dei servizi più impegnativi, quali quello del controllo dei nostri centri abitati».
Altro aspetto da considerare, aggiunge il sindacato, è che, rispetto ad alcuni anni fa, i poliziotti pistoiesi sono chiamati a far fronte a nuove tipologie di servizi: a causa del crescente flusso di migranti, anche la nostra provincia ha dovuto aderire alle numerose richieste di ospitalità, che, però, comportano tutta una serie di attività burocratiche di competenza esclusiva della polizia.
«Si pensi – spiega Carobbi Corso – ai servizi di scorta dei migranti, che prevedono almeno 15-20 poliziotti che accompagnano coloro che devono essere trasferiti presso strutture distanti centinaia e centinaia di chilometri».
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