Toscana
Un commerciante quarratino nell’inferno di Norcia
Pistoia, "La Vineria" di Maurizio Baldi, fra i pochi edifici integri, è diventato l’unico punto di aggregazione dei giovani e meno giovani rimasti in paese
PISTOIA. La terra continua a tremare a Norcia, logorando allo stremo i nervi dei tanti, la maggioranza, che sono voluti restare in paese, dormendo nei grandi tendoni montati dalla protezione civile o arrangiandosi come possono. Tra di loro c'è anche un commerciante di Casini di Quarrata, Maurizio Baldi, con la sua Vineria che è diventato un locale simbolo, unico punto di aggregazione di giovani e meno giovani che in questo luogo, davanti a una birra, una bistecca o un calice di vino, riescono per qualche ora a dimenticare e a ritrovare la speranza. Di lui si sono già occupati tv e giornali. Nella desolazione del paese umbro Baldi è diventato un personaggio, un punto di riferimento, non solo per i norcini, contribuendo a smistare gli aiuti dove davvero servono, cercando di bypassare la burocrazia.
«L’altro giorno è arrivato un carico all’ingresso del paese. Portatelo nella frazione di Arano direttamente, gli ho detto, li hanno un tremendo bisogno». «Fin dal giorno dopo della tremenda scossa del 30 ottobre, quella da 6,5 gradi Richter che ha messo in ginocchio la zona, ho fatto di tutto per cercare di riaprire subito il locale e dare un conforto a questi ragazzi - racconta Baldi - Adesso ce l'ho fatta insieme alla mia compagna Elena e ai suoi due figli, due ragazzi straordinari. Fortunatamente la struttura è integra. Era stata ricostruita dopo i terremoti precedenti con tutte le normative anti-sismiche. Abbiamo trovato bottiglie e bicchieri in frantumi, ma i muri sono a posto. Eravamo rimasti senza corrente, ma l'Enel ci ha subito portato un gruppo elettrogeno e si va avanti con quello».
Il locale ora ha riaperto: è dura perché manca tutto e Baldi deve rifornirsi di salumi e vini viaggiando per l'Umbria. «Qualche fornitore si è rifatto vivo, ma si può immaginare le difficoltà. I primi a venire nel locale sono stati i giovani, non solo quelli di Norcia, vengono anche da Cascia la sera. La Vineria è l'unico locale aperto nel raggio di 50 chilometri».
Maurizio Baldi si è trasferito a Norcia tre anni fa, dopo aver lasciato la Caffetteria di via Roma, nel centro di Pistoia. Quella terra così bella e ricca d'arte e di tradizioni gastronomico-culinarie l'ha subito conquistato, al punto che non vuole sapere di andarsene, neppure dopo il disastro. Anzi, è fra quelli che sostiene che la gente deve restare, che la vita deve continuare così come l'economia.
«La mia casa è in piedi ma non ci posso andare - dice - E' nella zona rossa e, dicono, c'è il rischio di crolli. Molti sono nella mia stessa situazione. Per questo, dopo qualche giorno in tenda, ho deciso di trasferirmi all'interno della Vineria, dove dormo in un soppalco. Il problema maggiore, per me e per tutti i norcini, è il freddo, che qui è già cominciato ed è durissimo. Impensabile trascorrere le notti in tenda, senza potersi fare una doccia calda. Qui dentro al locale avevamo il teleriscaldamento con l'acqua calda, ma ci vorrà un po' per risistemarlo. Il problema è la veranda, parte essenziale del locale. Ho messo due bombole di gas per riscaldare, ma costa troppo ed ho difficoltà a procurarmele tutti i giorni. Mi basterebbero quattro lampade alogene: ho messo anche un annuncio su Facebook. Mi appello anche ai miei conterranei di Quarrata e Casini se volessero darmi una mano. Meglio ancora se aiutano questa gente. Serve tutto, soprattutto vestiti caldi per l'inverno, pile, giacconi. Ci sono molte persone anziane».
Baldi è uno che non si dà mai per vinto, è un tipo duro, ma la voce gli si rompe, si commuove: «E' stato tremendo, il terremoto è un mostro che non si riesce a descrivere. Ho subito anche qualche alluvione quando abitavo a Casini, ma non c'è paragone. Il terremoto ti distrugge e ti cambia dentro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
