Sicurezza
Una soluzione per i creditori di Bruschi
Il vivaista li convocherà per avviare un iter che eviti dichiarazioni di fallimento e consenta di dividere i fondi
PISTOIA. Si chiama "composizione della crisi da sovraindebitamento" e potrebbe essere la soluzione per evitare drammatiche crisi alle decine e decine di fornitori dell'azienda Vivai Sandro Bruschi, rimasti a bocca asciutta dopo la chiusura dell'accordo con la Giorgio Tesi Group che ha acquisito il ramo d'azienda della stessa Bruschi, consentendo un salvataggio in extremis di 42 posti di lavoro. La proposta è emersa nel corso dell'incontro tenutosi nella sede della Coldiretti, di fronte a numerosi vivaisti. In sostanza la soluzione prevede che la Sandro Bruschi convochi a un tavolo i propri creditori, per incardinare un iter, con l'assenso degli istituti di credito, che eviti le procedure fallimentari e metta a disposizione fondi per le piccole aziende.
L’incontro di mercoledì, nella Sala Gialla della Coldiretti, ha visto la presenza, tra gli altri, di Sandro Bruschi, l'imprenditore inadempiente, Fabrizio Tesi della Giorgio Tesi Group, Michela Nieri e Simone Ciampoli, presidente e direttore di Coldiretti Pistoia.
I fondi per i creditori arriveranno dalla vendita delle piante della Bruschi e dal canone (212.000 euro l’anno per 18 anni) che Giorgio Tesi Group pagherà per l'affitto dell'azienda, fondi destinati ai creditori proprio in base all'accordo. «Quello che è certo, - ha spiegato Fabrizio Tesi - è che l’accordo non ha peggiorato di una virgola la drammatica situazione dei creditori che in questi anni hanno fornito piante a Bruschi, senza incassare il relativo compenso».
Sandro Bruschi si è detto d'accordo con la procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, e attiverà nei prossimi giorni il tavolo dei propri creditori, rendendo concrete le scuse rivolte alla platea a inizio incontro. La procedura riguarderà tutti i creditori di Vivai Sandro Bruschi, a cui compete in via esclusiva di attivare la procedura. «Siamo all'inizio di una possibile svolta. La palla è nelle mani di Bruschi - ha dichiarato Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Pistoia - Per il momento siamo contenti di aver favorito la diffusione di notizie non mediate da chi ha interessi contrastanti con quelli delle aziende vivaistiche. Ci auguriamo che la vicenda Bruschi si concluda in maniera differente per i creditori rispetto ad altre vicende di crisi di imprese vivaistiche nel Pistoiese e non solo, dove la percentuale di recupero da parte dei creditori ha rasentato lo zero. Come associazione agricola daremo tutto il nostro supporto perché si colgano risultati concreti, partecipando al tavolo che Bruschi attiverà a breve».
«L’incontro - afferma Michela Nieri - ha permesso di chiarire i termini dell’accordo e di verificare le possibili strade concrete per rendere meno gravi le conseguenze di una crisi aziendale».
L’accordo tra Bruschi e Tesi contiene un contratto estimatorio a latere per il soprassuolo (notizia sinora non emersa) e un contratto d’affitto di ramo d’azienda che genereranno, assicurano gli imprenditori, importanti flussi finanziari a tutela dei dipendenti e degli altri creditori. “Fondi che - spiega Coldiretti - Fabrizio Tesi pagherà a Bruschi, ma che sono contrattualmente vincolati alla soddisfazione di fornitori e banche. Il tavolo di composizione della crisi potrebbe consentire di ripartire queste risorse, evitando che quei pochi creditori che hanno avviato procedure esecutive, ottengano integrale soddisfacimento del proprio credito. Mentre tutti gli altri, che fino all’ultimo hanno dato fiducia a Bruschi, vedano pregiudicata la possibilità di un ristoro”.
Come scritto dalTirreno due giorni fa, infatti, un’azienda di Canneto sull’Oglio, la Veriflor, ha presentato istanza di fallimento nei confronti del Vivaio Bruschi, per un credito di 108.000 euro. Sarà discussa in udienza al tribunale di Pistoia nel mese di gennaio. Ancora prima altri due fornitori, uno dei quali vanta un credito di 350.000 euro, hanno presentato due ingiunzioni di pagamento. Ma mercoledì la platea dei vivaisti presenti ha, a più riprese, ribadito, che adesso l’attivazione di procedure fallimentari sarebbe un rimedio peggiore del male. La composizione della crisi eviterebbe il fallimento e permetterebbe, se i creditori (banche incluse) a maggioranza accettassero, di accorciare i tempi e massimizzare la percentuale dei soldi recuperata.
Tiziana Gori
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