La protesta
Publiambiente condannata a rimborsare l’Iva sulla Tia
L’azienda dei rifiuti dovrà risarcire 5 pistoiesi che hanno fatto ricorso: 1400 euro con le spese legali «Grazie all’avvocato Panconesi siamo riusciti a vincere la causa, per noi è una questione di principio»
PISTOIA. Il giudice di pace Ilaria Bagnoli condanna Publiambiente Spa a risarcire un gruppo di cittadini pistoiesi per aver pagato l’Iva sulla Tia, la Tariffa di igiene ambientale (oggi sostituita dalla Tari) che - in quanto tassa - ovviamente non può essere soggetta a Iva. Come più volte ribadito anche da una serie di pronunciamenti della Corte di Cassazione che attribuisce alla Tia natura tributaria, e dunque l’illegittimità di imporvi l’Iva: ultima in ordine di tempo, la sentenza 5078/2016 della Cassazione. Così Publiambente dovrà risarcire un totale di 900 euro, a cui si aggiungono le spese legali calcolate in altre 500 per un totale di circa 1400 euro.
Assistiti dall’avvocato Stefano Panconesi, il gruppo di cinque cittadini residenti al Nespolo, nell’aprile dello scorso anno, ha presentato ricorso al giudice di pace per chiedere il rimborso delle somme versate, nel periodo compreso tra il 2003 e il 2013, relativamente alla Tia. Un ricorso accolto e che, con la sentenza 892/2016, impone a Publiambiente Spa di procedere al risarcimento dei cittadini per il 10% delle somme pagate nei 10 anni esaminati.
«L’idea di presentare ricorso al giudice di pace – spiega uno dei cinque protagonisti di questa vicenda, Stefano Trovato – è arrivata quasi per caso. Tempo fa, su alcuni volantini dell’associazione dei consumatori, lessi della loro denuncia dell’Iva sulla Tia. Volantini in cui i cittadini erano invitati a documentarsi sui pagamenti, come la Tia, per poi eventualmente presentare ricorso. Cause vinte in partenza, assicuravano. Allora ho preso subito contatti con l’avvocato e ho messo insieme alcuni vicini di casa per procedere. Così è iniziato questo percorso che ha portato alla condanna di Publiambiente, la quale dovrà risarcire noi cinque (in più ci sono le spese legali, ndc)».
Quattro anni fa, nel corso del 2012, Stefano Trovato aveva già scritto a Publiambiente per ottenere risposte e chiarimenti sul pagamento dell’Iva sulla Tia, senza però ottenere risposte dall’azienda. Poi la decisione di mettere insieme un gruppo di persone, raccogliere tutte le bollette e rivolgersi all’avvocato. «Non si tratta certamente di grandi cifre – dice Trovato - ma di una questione di principio, di giustizia. Quelli sono soldi che Publiambiente ha riscosso senza esserne autorizzato, quindi ovviamente non era e non è giusto. Quello che mi sento dire a tutti i cittadini, quindi, è di muoversi in gruppo, magari fra vicini di casa o condomini, e rivolgersi a un avvocato per presentare ricorso al giudice di pace».
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