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“Emissioni anomale” dall’azienda e il sindaco vieta frutta e verdura

di Beatrice Faragli
“Emissioni anomale” dall’azienda e il sindaco vieta frutta e verdura

Allarme per le polveri prodotte dalla Tecnoverniciatura di Santonuovo. Venerdì 28 ottobre assemblea di Legambiente. La replica del titolare: “Gli impianti sono vecchi e abbiamo dei problemi, ma stiamo già intervenendo”

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QUARRATA. Sulle auto parcheggiate, sui terreni, dappertutto. Da mesi le polveri che escono dai camini dell'azienda Tecnoverniciatura, nella zona artigianale di Santonuovo, si depositano ovunque. Sono nell'aria. Vicino all'attività di via Rubattorno c'è anche un asilo nido.

Si tratta di emissioni di un'“industria insalubre di prima classe”: se non abbattute correttamente, sono da considerarsi potenzialmente rischiose per la salute. Così è scritto nell'ordinanza firmata il 21 ottobre, con cui il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti vieta il consumo della frutta e della verdura coltivate dalle famiglie nei terreni vicini all'azienda, entro un raggio di 250 metri. Nell'ordinanza si parla di “emissioni anomale in atmosfera” e della “scarsa efficienza dei due camini” della fabbrica, che utilizza vernice a polvere.

L'azienda si è già mossa per sostituire i vecchi impianti di abbattimento dei fumi. «Fermare l'attività anche solo per un breve periodo, vorrebbe dire non riaprire» spiega il responsabile di produzione Claudio Dini. Nell'azienda lavorano dodici persone. «Abbiamo delle responsabilità anche verso di loro. È tutto vero, da qualche mese ci sono problemi dovuti agli impianti vecchi ma l'Asl ci ha dato tempo fino al 31 dicembre per intervenire e - assicura Dini - così faremo. Per noi è un investimento che sfiora i duecentomila euro. Un impianto di abbattimento non si fa in un giorno. Tra preventivi, misure e tutto il resto, ci vogliono tempi tecnici per realizzare l'intervento. Ci siamo mossi più di un mese fa. Intanto - continua Dini - abbiamo ridotto le emissioni fermando una parte di produzione in cui lavoravano quattro persone».

«Questo per noi – continua Dini – coincide con una perdita del fatturato. Non capiamo tutto questo accanimento. Vogliono farci chiudere o farci andar via, ma noi abbiamo già spiegato a tutti che stiamo intervenendo».

Intanto venerdì 28 ottobre alle 17, Legambiente Quarrata, come informa l'esponente degli ambientalisti Daniele Manetti, ha convocato un'assemblea in via Rubattorno - proprio davanti a Tecnoverniciatura - per parlare con le famiglie e i lavoratori della zona. Parteciperà anche il sindaco Mazzanti.

«La preoccupazione dei cittadini e la presenza di un asilo nido vicino all'attività - spiega il sindaco, responsabile per la salute della popolazione - mi ha spinto a firmare l'ordinanza in via precauzionale. In mano - mette in chiaro il primo cittadino - non abbiamo nessun dato. L'Asl non ci ha mai fornito i risultati di alcuna analisi e non sappiamo nemmeno se abbia svolto i controlli sulle emissioni, accertando quindi eventuali sforamenti, nonostante la nostra richiesta di intervento inviata ad aprile».

La stessa azienda, però, è obbligata a fare analisi sulle emissioni ogni sei mesi. «Avremo questi risultati - conclude Mazzanti - entro il 3 novembre».

L'ordinanza del sindaco è scattata a seguito dell'esposto dei residenti e degli operatori dell'area artigianale, che hanno più volte denunciato al Comune la situazione di via Rubattorno. La preoccupazione per il rischio inquinamento e per le possibili conseguenze sanitarie, insomma, è alta. Con il sopralluogo richiesto dall'ufficio ambiente a fine settembre, svolto dall'Asl nelle scorse settimane, è stata accertata, come detto, «la scarsa efficienza dei due camini e valutate le emissioni in atmosfera». L'azienda, attiva da oltre un decennio, ribadisce che rispetterà il termine stabilito dall'azienda sanitaria e da Arpat per mettere a norma gli impianti.

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